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Al Festival Oriente Occidente di Rovereto l'eredità 'bauschiana' di Lutz Forster

'Sono stato in compagnia per 34 anni, sono un uomo felice e fortunato'

SPETTACOLO
Al Festival Oriente Occidente di Rovereto l'eredità 'bauschiana' di Lutz Forster

Lutz Forster, tra i più grandi interpreti del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, in scena a Rovereto con l'assolo 'Dances stories'

E' stato uno dei più grandi interpreti di Pina Bausch, personalità carismatica, attore, danzatore di straordinaria eleganza, emblema del Tanztheater Wuppertal. Lutz Forster, sarà a Rovereto domenica prossima, tra i guest dell'edizione 2017 del Festival Oriente Occidente, con lo spettacolo 'Dances stories by and with Lutz Forster' (Teatro Zandonai, ore 21.30). Nella stessa serata Leonetta Bentivoglio, studiosa e critica di danza terrà un incontro aperto al pubblico con il grande artista.

Leonetta Bentivoglio, amica di Pina Bausch, ha dedicato alla madre del Tanztheater monografie e approfondimenti. L'ultimo libro, 'Una santa sui pattini a rotelle' (pubblicato da Clichy), citazione rubata a Federico Fellini che volle la Bausch nel ruolo della granduchessa cieca nel film 'E la nave va', sarà presentato sempre a Rovereto (Librerai Arcadia) il 4 settembre.

Dopo la scomparsa della grande coreografa tedesca, Lutz è stato per qualche mese alla guida del Tanztheater, insignito del Premio Positano alla carriera, aveva confessato in quei giorni: ''Sono stato un uomo felice e fortunato, nella compagnia di Pina c'erano danzatrici e danzatori bellissimi. Ho avuto la gioia di lavorare in compagnia per 34 anni. E anche dirigere il complesso è stato per me un onore. Qualcosa che non avrei mai immaginato''.

''Se dovessi descrivere la mia carriera? - ha aggiunto - Una favola''. Interprete instancabile, giunto giovanissimo a Wuppertal, dopo un'esperienza nella compagnia di José Limon, Lutz Forster, ha sempre confessato di aver lavorato duramente e soprattutto di aver saputo aspettare ('work, work, work'..., una sorta di leitmotiv della sua esistenza). ''In fondo - aveva confessato prima di ricevere il Premio Positano - esibirsi è come produrre un'ottima grappa. Distillare, distillare, distillare... Fin quando non si raggiunge l'essenza dimenticando il superfluo, tutto ciò che non è necessario''.

Una breve apparizione al Festival di Sanremo sul palco dell'Ariston nel 2013 con il 'monologo' danzato da 'Nelken', 'The Man I Love', per Lutz Forster, che Leonetta Bentivoglio, ideatrice con Daniele Cipriani del progetto 'Lo sguardo dell'imperatrice', che presenta creazioni e spettacoli di ex 'bauschiani 'doc, definisce ''sommo maestro di cerimonie''.

''Non a caso nel film che Wim Wenders ha dedicato alla coreografa-regista Pina Bausch, scomparsa nel 2009, Lutz Forster è sempre il capofila delle più affascinanti 'passerelle - ha aggiunto la Bentivoglio - Lutz è un danzatore di straordinaria esperienza. Biondo, alto e sottile, sa elargire un intenso charme teutonico mescolato a uno humour sdrammatizzante. Attore e ballerino di suprema eleganza, Lutz indossa i doppiopetti maschili tipici del Tanztheater con un originale piglio aristocratico. Ha mani magiche e dita lunghissime e molto espressive, che utilizza volentieri negli assoli''.

''E’ delicato nell’osservazione e concentrato nell’emozione - ha proseguito la Bentivoglio - Oscilla tra una severità regale e il piacere ludico dello stare in scena. E’ al tempo stesso persona e personaggio''. 'Dances Stories' è una sorta di autoritratto. Riunisce i frammenti della sua memoria in un viaggio recitato e danzato (Lutz ha anche lavorato e collaborato con il regista statunitense Robert Wilson, icona dell’avanguardia teatrale occidentale di fine Novecento).

Lo spettacolo debuttò nel 2009 a Utrecht, e da allora Forster non ha smesso di modellare questo affresco 'confessionale' che narra un’indagine compiuta all’interno dei linguaggi del teatrodanza e del movimento puro. In un amalgama di azioni, testi e coreografie, scorrono le metamorfosi di quest’artista 'totale' insieme a estratti di spettacoli degli autori con i quali ha lavorato.

Nel succedersi di immagini e monologhi, l’ironia si fonde con la malinconia, e la soggettività della riflessione artistica diventa il racconto di un’intera dimensione estetica e culturale del 'fare-teatro'. L’assolo di Förster giunge a Rovereto anche come uno speciale omaggio al festival Oriente Occidente, che nella sua lunga storia serba il ricordo del formidabile successo ottenuto da 'Nelken' di Pina Bausch, rappresentato nel 1990.

Lo spettacolo di Lutz Forster costituisce uno dei tasselli del progetto 'Lo sguardo dell’imperatrice', curato da Leonetta Bentivoglio in collaborazione con Ninni Romeo, autrice della mostra fotografica 'Toi Toi Toi' (in programma nei saloni della Biblioteca Civica sino al 10 settembre) e prodotto da Daniele Cipriani Entertainment.

Il progetto ingloba creazioni e assoli di ex ballerini del Tanztheater Wuppertal accompagnate da iniziative votate all’esplorazione dell’eredità della grande coreografa-regista tedesca.

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