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Redford: "Volevo un'altra chance con Jane Fonda prima di morire"

L'attrice, "l'amore migliora con l'età e Robert è stato sempre nelle mie fantasie"

SPETTACOLO
Redford: Volevo un'altra chance con Jane Fonda prima di morire

"Io e Jane abbiamo già avuto delle grandi storie d'amore sul grande schermo e volevo un'altra chance, in una storia che riflettesse la nostra vera età attuale, prima che fosse troppo tardi". Robert Redford lo ha detto chiaramente, spiegando la genesi di 'Our Souls at Night', il film diretto dal regista indiano Ritesh Brata e presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia, in occasione dell'assegnazione all'attore e a Jane Fonda del Leone d'Oro alla Carriera, che li vede tornare a recitare insieme dopo molti anni e tornare ad innamorarsi in un film a 50 anni di 'A piedi nudi nel parco'. Nel film, infatti, la vedova Addie Moore (Jane Fonda) si presenta a sorpresa dal suo vicino di casa, il vedovo Louis Waters (Robert Redford), per fargli una proposta amichevole che si trasformerà in amore.

Robert Redford è anche produttore del film, che verrà distribuito da Netflix su tutti i territori, ed ha spiegato perché ha deciso di acquistare i diritti del romanzo di Kent Haruf: "Il primo motivo è perché si producono film soprattutto per i giovani e ci sono pochi film che soddisfano un pubblico più adulto. Il secondo motivo è che le storie d'amore avranno sempre una vita e il terzo è che volevo fare un altro film con Jane: abbiamo fatto film insieme per così tanti anni e volevo fare un altro film con lei prima di morire", ha detto l'attore.

E in realtà tutta la conferenza stampa al Palazzo del Casinò del Lido, iniziata con una standing ovation da parte della stampa presente, è stata una lunga dichiarazione d'amore tra i due attori. "Lui - ha confessato Jane Fonda - è stato a lungo nelle mie fantasie amorose. Non gliel'ho mai detto. Glielo dico oggi qui".

Com'è stato innamorarsi di nuovo sullo schermo dopo tanti anni da 'A piedi nudi nel parco'? "Rispondo io - ha detto subito Jane Fonda - volevo fare questo film. Erano tanti anni che non lavoravo con lui. Quando avevamo fatto l'ultimo film insieme Robert stava creando il Sundance Festival, che ha cambiato il cinema americano. E infatti io lo amo e lo ammiro come attore, produttore e come regista ma lo amo anche perché è un uomo che ha avuto un effetto profondo sul cinema americano. Volevo passare del tempo con lui. Vedere com'era diventato, innamorarmi di nuovo di lui. Mi sono sempre innamorata di lui nei film che ci ho fatto insieme".

A chi le ha chiesto se avesse trovato analogie con 'A piedi nudi nel parco', Jane Fonda ha risposto senza esitazione: "Allora non riuscivo a togliergli le mani di dosso. E anche qui sono io che prendo l'iniziativa. Questo film ha coronato il nostro sodalizio: abbiamo iniziato insieme e finito insieme". Quanto alla sessualità nella terza età, la Fonda ha aggiunto: "Io amo la sensualità e la sessualità. E Robert bacia benissimo. L'ho baciato a vent'anni e sono tornata a baciarlo a quasi 80". Redford ha ricambiato: "Con lei le cose sono sempre andate bene. Il nostro rapporto è stato sempre perfetto. C'è amore, connessione, contatto, lavoro".

Il film - ha sottolineato ancora Jane Fonda - "ha come tema di fondo la speranza: non è mai troppo tardi, se sei coraggioso, se sei disposto a prendere dei rischi". E se per Redford con l'età "l'amore romantico non cambia ma aumenta". Per Jane "migliora: perché siamo più coraggiosi e anche se si ha la pelle meno soda ci si conosce meglio e non si ha paura di chiedere quello di cui si ha bisogno".

Sulla scelta del giovane regista 38enne Ritesh batra, Redford spiega che si tratta di una scelta 'politica': "Per me che ho avuto successo ha un senso profondo dare una possibilità ad altri registi più giovani. Questo è anche il senso del Sundance, che mostra i film indipendenti".

I due d'altronde si trovano in sintonia anche su questo, visto che sono stati tanto dei sex symbol quanto degli attivisti entrambi: lei icona femminista oltre che attrice di grande successo; lui convinto ambientalista, oltre che ispiratore e fondatore del festival Usa del cinema indipedente Sundance. Come non fargli una domanda sull'America di Trump? "Non voglio parlare di politica oggi - ha risposta inizialmente Redford - perché porterei l'arte nella politica e non siamo qui per questo. Posso solo pensare che spero ci sia speranza nel futuro. E oggi non abbiamo la speranza che dovremmo avere. Quindi dobbiamo pensare in che direzione possiamo andare per avere speranza". "Per me la cosa più importante - ha detto più esplicitamente Jane Fonda - è salvare il pianeta e questo vuol dire che ci vogliono molti cambiamenti, soprattutto nel nostro Paese. Dobbiamo tutti quanti fare il possibile per evitare il disastro climatico". "E' l'unico pianeta che abbiamo - ha chiosato Redford - e già lo abbiamo rovinato molto". Com'è diventato oggi il sogno americano? "Posso solo dire che se fosse un sogno americano dovrebbe coinvolgere tutta la popolazione americana", ha concluso l'attore.

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