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John Landis: "Michael avrebbe adorato 'Thriller' in 3D"

SPETTACOLO
John Landis: Michael avrebbe adorato 'Thriller' in 3D

"Thriller è una cosa di cui vado orgoglioso e Michael ed io avremmo sempre voluto che farlo arrivare nei cinema. E la possibilità di avere accesso ai negativo ci ha regalato la chance di migliorarlo, di lucidarlo, di convertirlo in 3D. Ho detto: ok datemi i soldi e verrà bellissimo". Così il regista John Landis spiega la genesi 'Michael Jackson’s Thriller 3D', applauitissimo ieri sera nell'anteprima stampa alla Mostra del Cinema di Venezia dove viene proiettato oggi fuori concorso. Per il progetto originale, "tutto iniziò per la voglia di Michael di trasformarsi in mostro", rivela il regista.

Il regista di 'The Blues Brothers' e del videoclip originale del 1983 ha utilizzato il negativo della pellicola originale 35 mm per procedere ad una conversione 3D del celeberrimo video con gli zombie e con una delle scene di ballo più iconiche della storia della storia dei video musicali, con l’aiuto delle più recenti tecnologie disponibili. "Il film non era nato per diventare in 3D eppure alcune scene, soprattutto quella del ballo, sono migliorate. Le nuove tecnologie in materia sono incredibili. E il mio unico cruccio è di non avere qui Michael perché sono sicuro che lo avrebbe amato moltissimo", sottolinea Landis. E in effetti il risultato è strabiliante ed è destinato a mandare in visibilio i fan di Jackson.

Quanto al rapporto con Jackson ai tempi delle riprese, Landis dice: "L'ho conosciuto quando aveva 24 anni ma sembrava più giovane. Era un po' bambino, aveva subito violenza da bambino, gli piacevano i cartoni animati, ci veniva a trovare spesso. Lui non aveva avuto un'infanzia, per questo amava fare le cose che di solito fanno i bambini. Era entusiasta e allegro allora. Era una gioia lavorare con lui". Poi però il livello di notorietà raggiunto gli aveva inevitabilmente cambiato la vita per sempre: "Dopo 'Thriler' - racconta Landis - andammo insieme a Disneyland ed ebbi davvero paura di fronte alla folla impazzita. Ho pensato di rimanere schiacciato. Per fortuna ci hanno buttato dentro una macchina per salvarci, letteralmente". Il regista ha avuto anche una disputa finanziaria per anni proprio sui diritti del video di 'Thriller', che aveva macinato incassi record: "Pretendevo il mio 50%. È durata molto tempo ma poi abbiamo trovato un accordo". Il giorno che Michael è morto "stavo andando in aeroporto e me ne sono accorto perché davanti casa sono arrivate delle troupe tv. Mi sono chiesto cosa fosse successo. Mi hanno detto che era morto Michael: una tragedia per me e per tante persone. Nessuno se lo aspettava".

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