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Kechiche: "Al Lido con amore e destino nella leggerezza anni '90"

SPETTACOLO
Kechiche: Al Lido con amore e destino nella leggerezza anni '90

Dall'inviata Antonella Nesi

"Il film si chiama 'Mektoub, My Love: Canto uno' perché mektoub vuol dire destino e il film nel suo insieme solleva la domanda sul significato del destino. Spesso il destino è associato all'amore e l'amore al destino. Canto Uno perché questo è il primo capitolo di una trilogia, di cui ho già girato il secondo e spero dopo Venezia di girare il terzo". Il regista tunisino naturalizzato francese Abdellatif Kechiche ('Cous Cous', 'La vita di Adele'') torna in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con un racconto di formazione ambientato nell'estate del 1994 e interpretato da un gruppo di attori in gran parte giovani e belli di cui fanno parte Shaïn Boumedine, Ophélie Bau, Salim Kechiouche, Lou Luttiau, Alexia Chardard, Hafsia Herzi, Kamel Saadi, Estefania Argelich.

Liberamente ispirato al romanzo 'La blessure la vraie' di François Bégaudeau, il film verrà distribuito da Vision e racconta la vacanza di Amin, un aspirante sceneggiatore che vive a Parigi, e ritorna per l’estate nella sua città natale, una comunità di pescatori nel sud della Francia. È ̀l’occasione per ritrovare la famiglia e gli amici d’infanzia. Accompagnato da suo cugino Tony e dalla sua migliore amica Ophélie, Amin passa il suo tempo tra il ristorante di specialità tunisine dei suoi genitori, i bar del quartiere e la spiaggia frequentata dalle ragazze in vacanza. Incantato dalle numerose figure femminili che lo circondano, Amin resta soggiogato da queste sirene estive, all’opposto del suo dionisiaco cugino che si getta senza remore nell’euforia dei loro corpi. Munito della sua macchina fotografica, e guidato dalla luce eclatante della costa mediterranea, Amin porta avanti la sua ricerca filosofica lanciandosi nella scrittura delle sue sceneggiature. Ma quando arriva il tempo dell’amore, solo il destino, solo il mektoub, può decidere.

Il protagonista Amin è un aspirante sceneggiatore e qualcuno chiede a Kechiche se non sia un suo alterego: "Il personaggio viene dal romanzo. Certo per me quel libro è stato fonte d'ispirazione e l'ho letto e riletto più volte durante la mia vita. Però non parlerei di alter ego anche se ognuno di noi ha trascorso una vacanza come quella di questi ragazzi", risponde lui.

Sull'ambientazione nel 1994, il regista spiega: "Ho voluto ambientare il film a metà anni '90 perché si respirava un'aatmosfera di maggiore leggerezza allora e perché siamo alla fine del secolo e questo ci aiuta a capire e spiegare anche l'inizio del secolo e del millennio successivo". A chi lo accusa di aver messo in scena con il personaggio di Tony, un approccio troppo machista, Kechiche replica: "Ma assolutamente non era questo il intento anzi i personaggi femminili del film sono molto forti, molto determinate: si prendono quello che vogliono".

Il personaggio di Ophélie flirta con Tony ma è fidanzato con un soldato in missione nel Golfo e in altri teatri di guerra e Kechiche spiega: "Qui si fa solo riferimento a questo militare ma nel secondo canto ritroverete questo personaggio e si parlerà d più di questo argomento". Sulla recitazione del suo ccast che risulta davvero molto naturale, quasi sembri improvvisata, Kechiche sgombra il campo dagli equivoci: "È frutto di un gran lavoro di prove, come sempre per gli attori. Nessuna improvvisazione". Sul finale del film il protagonista assiste per fotografarlo ad un parto di una pecora, vedendo nascere due agnellini: "È un inno alla vita, in sintonia anche con il resto del film".

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