Zoro su La7: "Dai 'Gazebo' alla 'Propaganda', come la politica italiana"

di Antonella Nesi

"Pure noi, come la politica italiana, siamo passati dai 'Gazebo', che andavano tanto di moda quando nacque il programma di Rai3, alla 'Propaganda' che imperversa negli ultimi mesi e diventerà tanto più esasperata con la campagna elettorale". Diego Bianchi, in arte Zoro, sbarca da domani nella prima serata del venerdì di La7, con tutto il team che negli ultimi anni ha tenuto banco nell'access prime time e nella seconda serata di Rai3. Artefice del 'trasloco', Andrea Salerno, autore e volto storico del programma, diventato nel frattempo direttore della rete tv di Urbano Cairo. "Questo programma per me è più che una coperta di Linus. E La7 lo avrebbe voluto da tempo, prima ancora di pensare a me come direttore", sottolinea.

"Cosa cambia nel nuovo programma? Il titolo, lo studio e soprattutto la prima serata, che è tutto un altro campionato. Cosa resta di 'Gazebo'? Tutto!", scherza Bianchi. "Ma più di tutto - dice Salerno - resta un modo di lavorare, di leggere e raccontare la realtà". Il trasloco dalla terza rete pubblica a La7 non preoccupa più di tanto il neodirettore: "Questo gruppo di lavoro è stato capace di creare, da un'idea iniziale piccola e a basso costo, un vero e proprio marchio, che è anche un modo originale di fare tv e satira".

Così nel nuovo studio, "metà teatro e metà vascello corsaro", il programma continuerà a vivere di attualità ("con scalette espresse chiuse spesso a pochi minuti dalla messa in onda").

I temi saranno quelli suggeriti dalle cronache politiche, a partire dallo 'ius soli', su cui - dice Bianchi - "stiamo assistendo ad un dibattito che è la negazione della politica: lo ius soli è giusto ma non conviene. Così, per non dare ragione a Salvini, si fa quello che vuole Salvini", sottolinea tornando nei panni di Zoro. Per scherzare su questo approccio paradossale, 'Propaganda' avrà nella 'Scuola Bianchi' ("quella che gli immigrati devono frequentare per diventare come noi") uno dei suoi tormentoni seriali, con Diego Bianchi nei panni dell'insegnante, Andrea Salerno in quelli del preside e Marco Dambrosio (Makkox) col grembiule nero del bidello. "Continuerò per quanto possibile a lavorare con loro - dice Salerno - sempre che da La7 non mi caccino dopo avermi visto nella 'Scuola Bianchi'...", ride.

Nella prima puntata ci sarà anche un reportage fatto quest'estate da Zoro su una delle navi delle ong che solcano il Mediterraneo per salvare i migranti alla deriva. Mentre Makkox festeggerà con una delle sue strisce animate e dissacranti i compleanni di Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi. Ci sarà poi Roberto Saviano in studio "per fare un riepilogo della propaganda estiva". "Ma Propaganda non sarà un programma che vive di ospiti", sottolinea Salerno, che apprezza "il clima di libertà e l'agilità" del gruppo La7, ammettendo però di non aver mai avuto alcun problema di "controllo" o di censura su 'Gazebo' in Rai.

Rimarrà, infine, centrale anche nel nuovo programma il rapporto con i social media, "come terreno di approfondimento ed espansione del programma": "Morto un hashtag se ne fa un altro", assicura Bianchi. Mandato in soffitta #gazebo, è dunque la volta di #propaganda.