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Brizzi al parco con la figlia, prima uscita dopo lo scandalo

SPETTACOLO
Brizzi al parco con la figlia, prima uscita dopo lo scandalo

Fausto Brizzi al parco con la figlia

Cappellino nero e occhiali scuri calati sul viso. E' apparso così Fausto Brizzi nella prima uscita pubblica dopo la bufera sollevata dall'inchiesta delle 'Iene', in cui quindici aspiranti attrici hanno raccontato di essere state molestate dal regista. Brizzi è stato immortalato da 'Chi' mentre gioca al parco con la figlia Penelope Nina, la piccola nata dal matrimonio con l'attrice Claudia Zanella.

Sull'affaire Brizzi, il settimanale diretto da Alfonso Signorini ha voluto contattare sia l'autore del servizio delle 'Iene', Dino Giarrusso, sia l'avvocato del regista, Antonio Marino. "Con l'ultimo servizio sul caso Brizzi per noi la vicenda si chiude - spiega Giarrusso - Se ne aprirà necessariamente un'altra in tribunale. O il regista ci querela per diffamazione, e allora spiegheremo le nostre ragioni al giudice, oppure saranno le ragazze a denunciarlo". Mentre l'avvocato di Brizzi risponde: "Le Iene 'chiudono' la questione allegando altre 4/5 testimonianze che descrivono lo stesso cliché. Siamo in attesa di capire quale delle sedi prediligeranno, se civile o penale, per chiamarci a rispondere. Noi, per ora, non quereliamo, sono cose che verranno a tempo debito, non c'è fretta".

Sulla vicenda dell'ex Miss Italia Clarissa Marchese, (che ha raccontato: 'Mi ha chiesto se ero disposta a spogliarmi (...) non era violenza, non mi ha fatto nulla, però mi sono sentita infastidita') l'avvocato ha precisato "Marchese ha meglio chiarito quello che è accaduto a casa di Brizzi, cioè nulla. Si è ritenuta infastidita, ma, rispetto alle premesse, cambia la prospettiva, ora vediamo cosa diranno le altre".

Dura la replica della 'iena' Giarrusso: "L'ex Miss Italia ha ribadito esattamente quello che aveva detto a noi - ha spiegato Giarrusso - è comico leggere che avrebbe ritrattato, semmai ha confermato. E per una che ha avuto solo la richiesta di spogliarsi, come Clarissa, tante altre hanno raccontato cose orribili: perché si finge di dimenticare? Noi siamo pronti a rispondere alla querela di Brizzi, che però non arriva, chissà come mai".

"Credo invece che saranno le ragazze a denunciare - chiosa Giarrusso - hanno la possibilità di farlo anche quelle che hanno vissuto questo incubo più di sei mesi fa, ce lo ha confermato l'avvocato Giulia Bongiorno. È assurdo leggere cose come 'queste ragazze si vogliono vendicare perché non hanno avuto la parte' perché non concorrevano a una parte: sono state chiamate per fare esercizi di recitazione e raccontano di essersi ritrovate a casa di un regista che si spogliava e proponeva massaggi, si masturbava davanti a loro. Mi addolora anche chi dice di stare dalla parte delle donne, ma oggi tace o difende la controparte. 'Se non ora, quando mai?'".

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