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Michieletto: "Il mio Faust fragile come Amleto"

SPETTACOLO
Michieletto: Il mio Faust fragile come Amleto

Damiano Michieletto durante le prove della 'Damnation de Faust' all'Opera di Roma (foto Kasuko Kageyama)

"Il mio Faust è giovane e fragile e ha molti punti di contatto con Amleto, è un uomo che si interroga sulla vita e sulla morte". Damiano Michieletto presenta così la 'Damnation de Faust' di Hector Berlioz, che il 12 dicembre inaugurerà la stagione 2017-2018 del Teatro dell'Opera di Roma. Il giovane regista, ormai una vera superstar della lirica internazionale, torna al Costanzi dopo avere firmato nelle precedenti stagioni 'Il Trittico' di Puccini e 'Il Viaggio a Reims' di Rossini. Un nuovo allestimento della Fondazione lirica capitolina in coproduzione con il Teatro Regio di Torino e il Palau de Les Arts Reina Sofia di Valencia, che vede sul podio Daniele Gatti.

"Aprire con un titolo come questo è un rischio per teatro, che però abbiamo voluto correre perché attorno a questo titolo è nato un progetto artistico", spiega il sovrintendente Carlo Fuortes, sottolineando che "il cartellone di un teatro non è una semplice successione di titoli ma di progetti artistici, e 'La Damnation de Faust' è un po' la bandiera della stagione".

In realtà il capolavoro di Berlioz non è un'opera ma, come lui stesso la definì, una 'lègende dramatique' composta per le sale da concerto e andata in scena per la prima volta 24 anni dopo la morte del compositore. "Per me è stata l'occasione di cimentarmi con linguaggi diversi da quelli che ho usato fino ad ora - dice Michieletto - una crescita personale per la quale ringrazio questo teatro che è stato molto collaborativo anche dal punto di vista tecnico su un progetto complesso come questo. E' un'opera rischiosissima e piena di trabocchetti per un regista - spiega - perché non c'è una struttura vera e propria ma numeri drammaturgicamente isolati che si susseguono".

Michieletto tiene a sottolineare che "non si tratta di una messa in scena realistica, ma simbolica con un'ambientazione contemporanea, che procede attraverso episodi, ciascuno con un proprio titolo. Il tema è quello di un giovane uomo incapace di affrontare la vita e di salvarsi, che precipita verso la catastrofe". Un epilogo che, sottolinea Gatti, "lo rende sovrapponibile alla 'Sinfonia Fantastica', altro capolavoro di Berlioz", che a differenza della 'Damnation de Faust', che affronta per la prima volta all'Opera di Roma, il maestro milanese ha già diretto sia a Parigi, sia ad Amsterdam.

"La struttura drammaturgica dell'opera ricalca pari pari quella della sinfonia scritta 16 anni prima, dall''idea fissa' alla catastrofe finale con il protagonista della 'Fantastica' che nel quarto movimento, dopo avere bevuto l'assenzio per uccidersi senza riuscirci, cade in uno stato di allucinazione in cui assiste alla propria esecuzione con tanto di colpo di ghigliottina, per vedersi addirittura 'post mortem' coinvolto in un sabba infernale".

La figura centrale è quella di Mefistofele (interpretato dal basso Alex Esposito), "su cui Berlioz ha insistito di più musicalmente con momenti di grande cinismo, alternati ad altri di puro divertimento. Sembra che lui giochi con i personaggi (Faust, il tenore Pavel Cernoch; Marguerite, il mezzosoprano Veronica Simeoni; Brander, il basso Goran Juric, ndr) e li manipoli a suo piacimento come in un laboratorio in cui fa esperimenti con le cavie", sottolinea Gatti, giunto al secondo anno di collaborazione con il Teatro romano, un accordo che prevede altre due aperture di Stagione.

Ma al maestro del coro Roberto Gabbiani "piace pensare che Berlioz veda nel coro il vero protagonista dell'opera". Un coro che canta dall'inizio alla fine e che sarà fisso in scena, rivolto verso il pubblico, con una sorta di conchiglia di legno dietro che garantisce la potenza del suono e la sua chiarezza. "La partitura - sottolinea Gabbiani - usa tutte le possibili sfaccettature delle sonorità di un coro, dalla potenza impressionante della cavalcata verso l'inferno alla leggerezza estrema, quasi un pulviscolo sonoro tipico della musica del primo Novecento nella scena dell'Apoteosi di Margherita".

La prima del 12 dicembre, che sarà ripresa dalla Rai e trasmessa in diretta su Rai Radio 3 e in prima serata su Rai5, sarà preceduta da un'anteprima giovani sabato prossimo alle 18. Repliche il 14 dicembre alle 20, il 17 alle 16,30, il 19 e il 21 dicembre alle 20 e il 23 dicembre alle 18.

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