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Roberto Bolle e Svetlana Zakharova protagonisti alla Scala della 'Dame aux camélias' di Neumeier

Insieme per la prima volta il 17 dicembre in uno dei capolavori di Neumeier

SPETTACOLO
Roberto Bolle e Svetlana Zakharova protagonisti alla Scala della 'Dame aux camélias' di Neumeier

Roberto Bolle e Svetlana Zakharova protagonisti alla Scala della 'Dame aux camélias' di John Neumeier

Marguerite Gautier è morta. Il contenuto del suo lussuoso appartamento sta per essere messo all’asta. Entrano visitatori curiosi, acquirenti, conoscenti e amici della defunta, fra i quali il vecchio Monsieur Duval, per esaminare gli arredi. Un giovane, Armand Duval, irrompe disperato nella stanza e perde i sensi. Duval riconosce suo figlio e amorevolmente lo sostiene. Sopraffatto dai ricordi, Armand comincia a raccontare la sua storia. Inizia così 'La Dame aux camélias' di John Neumeier, il balletto che il 17 dicembre vedrà, per la prima volta in scena alla Scala di Milano, nei ruoli protagonisti, Roberto Bolle e Svetlana Zakharova.

Il grande maestro di origine americana, uno dei maggiori coreografi viventi, innovatore e rivitalizzatore del balletto drammatico e narrativo, si è sempre distinto nel corso della sua lunga carriera, per l' inesauribile vena creativa, per l’acume delle sue intuizioni teatrali, la sensibilità nel tratteggio psicologico e la rielaborazione della struttura drammaturgica. Lo spettacolo sarà replicato sino al 13 gennaio.

Il 2018 vede, tra l'altro, importanti ricorrenze. Quarant’anni dalla creazione per il Balletto di Stoccarda e per Marcia Haydée, alla quale è dedicato, e 170 anni dalla pubblicazione del romanzo di Alexandre Dumas (figlio) scritto di getto nel 1848, pochi mesi dopo la morte di Marie Duplessis, la cui vicenda ha ispirato la Violetta verdiana della Traviata.

Neumeier sceglie di ispirarsi al romanzo e non alla commedia rielaborata dallo stesso autore e sulle note struggenti di Chopin, costruisce il suo dance drama nella forma del grand ballet, con un disegno scenico definito 'viscontiano' (l’allestimento, bellissimo ed evocativo, è di Jürgen Rose) e un vocabolario neoclassico. Conduce per mano lo spettatore al climax drammatico attraverso splendidi e appassionanti passi a due, che scandiscono in ciascun atto lo svolgersi della vicenda e dei sentimenti, grandi scene di balli per l’ensemble e importanti momenti di evidenza per i solisti.

Strenuo sostenitore del principio per cui 'la tecnica diventa semplicemente il mezzo per arrivare alle emozioni', Neumeier si avvicina quindi agli archetipi del repertorio ballettistico o letterario con una curiosità che sviscera le dinamiche psicologiche, intime e sentimentali, e va alla ricerca della verità dei personaggi e del loro sviluppo emotivo.

Ecco allora che, prendendo a prestito le tecniche cinematografiche, in un montaggio di sequenze tra oggettiva e soggettiva, e attraverso l’uso del flashback, la sorte di Marguerite Gautier rivive attraverso il ricordo di Armand, il giovane che Marguerite amava ma al quale ha dovuto rinunciare, e si duplica, con un vero colpo drammaturgico, attraverso l’espediente del 'teatro nel teatro' allorchè, assistendo al balletto 'Manon Lescaut' al loro primo incontro, Marguerite e Armand si immedesimano nei personaggi di Manon e Des Grieux.

La produzione esige, per la sua struttura, per l’intensità e la raffinatezza della scrittura coreografica, attenta anche ai minimi particolari, protagonisti di alto spessore tecnico e interpretativo ma non chiede di meno ai numerosi comprimari e personaggi secondari. Negli intensi ruoli principali di Marguerite Gautier e Armand Duval, per la prima volta insieme in questo balletto alla Scala apriranno le recite il 17 dicembre (e replicheranno il 20 sera, il 10 e il 13 gennaio), le étoile scaligere, Svetlana Zakharova.

Novità anche per la recita di fine anno. Il 31 dicembre saranno in scena, per la prima volta alla Scala, Anna Laudere e Edvin Revazov, entrambi principal del Balletto di Amburgo. Ma grandi novità e importanti debutti anche nelle repliche. Emanuela Montanari torna in scena come Marguerite accanto a Claudio Coviello, in debutto nel ruolo di Armand (il 20 pomeriggio, il 29, la sera del 30 dicembre e il 4 gennaio). Debutto assoluto anche per Nicoletta Manni e Timofej Adrijashenko, coppia nella vita e in scena, sul palco del Piermarini il 23 dicembre (ore 14), il 30 pomeriggio e il 3 gennaio.

Accanto a loro, in scena i primi ballerini, i solisti e gli artisti del corpo di ballo scaligero nei molti importanti ruoli del balletto, con significativi ritorni e altrettanti debutti. Nicoletta Manni (Manon, in alternanza con Virna Toppi), Mick Zeni (nel ruolo di Monsieur Duval, in alternanza con Alessandro Grillo e Riccardo Massimi), Riccardo Massimi (Il Duca, in alternanza con Alessandro Grillo e Marco Agostino) Antonino Sutera (Il Conte N, in alternanza con Christian Fagetti e Walter Madau), Antonella Albano (Prudence, in alternanza con Virna Toppi e Martina Arduino.

Ed ancora, Marco Agostino (nel ruolo di Des Grieux, in alternanza con Nicola Del Freo), Gioacchino Starace (Gaston Rieux, in alternanza con Antonino Sutera e Christian Fagetti), Caterina Bianchi, (Olympia, poi interpretata da Agnese Di Clemente e Vanessa Vestita), Monica Vaglietti e Catherine Beresford nel ruolo di Nanine.

Novità anche sul podio. Prima volta con il Balletto della Scala anche per Theodor Guschlbauer, esperto del repertorio francese, che ha diretto per oltre un decennio la Filarmonica di Strasburgo. Al pianoforte Roberto Cominati.

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