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Nadia e le altre

SPETTACOLO
Nadia e le altre

Guerrieri e guerriere, con tanta voglia di normalità. Nadia Toffa, la super manager di Facebook Nicola Mendelsohn, i ragazzi e le ragazze del 'Progetto Giovani' del reparto di Pediatria dell'Istituto nazionale tumori di Milano, il figlio di Elena Santarelli e anche Shannen Doherty, la Brenda di 'Beverly Hills 90210'.

Storia diverse di persone coraggiose che, come sottolineato la scorsa domenica dalla conduttrice de 'Le Iene', tornata in televisione dopo il malore che l'aveva colpita il 2 dicembre scorso a Trieste, chiedono "normalità: continuate a prendermi in giro, a criticarmi - ha detto la Toffa -. Chi combatte contro il cancro non va trattato come un malato, ma come un guerriero, siamo dei fighi pazzeschi".

SANREMO - Parole rilanciate poche ore dopo da Elena Santarelli attraverso una Instagram Stories: "Lo ripeto a tutti che mio figlio non è un malato, lui è un piccolo guerriero". Piccolo come i ragazzi dell'INT milanese che, dalla corsia di un ospedale sono passati per YouTube fino ad arrivare sul palco del 68esimo Festival di Sanremo.

"I ragazzi del 'Progetto Giovani' non raccontano solo le loro storie personali ma parlano di tutti gli altri ragazzi che si ammalano di tumore - ha spiegato Andrea Ferrari, coordinatore scientifico dell'iniziativa -. E con coraggioso senso di responsabilità diventano i preziosi testimoni di un'iniziativa che ha dietro qualcosa di più grande: far sapere che ci si può ammalare di tumore anche nell'età dell'adolescenza".

FACEBOOK - E ancora, il racconto della vice presidente di Facebook Europa, Medio Oriente e Africa che, in un post sul social network, ha rivelato di avere un linfoma follicolare, "tumore a sviluppo lento dei globuli bianchi che non è raro e non ha cura".

"E' una malattia piuttosto sconosciuta ed è per questo - ha sottolineato Mendelsohn - che ho deciso di sensibilizzare raccontando la mia storia", nella speranza che la ricerca si muova verso una maggiore comprensione della patologia.

HOLLYWOOD - La ricerca scientifica è fondamentale, naturalmente. La battaglia contro il cancro è fatta di piccoli passi, attese, speranze e - come anche nel caso di Shannen Doherty - momenti di gioia. "Cosa significa remissione? Ho sentito questa parola e non avevo idea su come reagire. E' positivo? Sì. Straordinario. Sì. Ora bisogna ancora aspettare, i prossimi 5 anni sono cruciali", ha scritto su Instagram l'attrice in cura dal marzo 2015.

Ecco quindi come anche i social network, attraverso la condivisione del racconto di un sentimento - in tutte le sue sfumature (paura, coraggio, speranza, determinazione, gioia) - possono davvero diventare potenti strumenti di informazione, sostegno e, soprattutto, voglia di normalità.

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