Home . Intrattenimento . Spettacolo . Da Sharon Fridman al Balletto di Roma, al via la XXXVIII edizione di Oriente Occidente

Da Sharon Fridman al Balletto di Roma, al via la XXXVIII edizione di Oriente Occidente

La storica manifestazione, giunta alla XXXVIII edizione, si svolgerà dal 31 agosto all'8 settembre

SPETTACOLO
Da Sharon Fridman al Balletto di Roma, al via la XXXVIII edizione di Oriente Occidente

Un'immagine del 'Sogno' di Davide Valrosso, firmata per il Balletto di Roma, la compagnia che apre a Rovereto la XXXVIII edizione di Oriente Occidente (foto di Giuseppe Distefano)

Sharon Fridman e Salvo Lombardo, Hiroaki Umeda e Ushio Amagatsu, il Balletto di Roma con un nuovo 'Sogno' firmato da Davide Valrosso, gli spagnoli della compagnia La Veronal, l'hip hop di Mehdi Meghari con il suo gruppo 'Dyptik'. Sono alcuni degli artisti ospiti della XXXVIII edizione di 'Oriente Occidente' l'annuale appuntamento con la danza contemporanea e d'autore che si svolgerà a Rovereto dal 31 agosto all'8 settembre. Una riflessione sul nuovo scenario geopolitico in trasformazione ('La nuova vita della seta') che pone L'Italia strategicamente al centro di traffici. Ma questa volta, secondo il direttore artistico Lanfranco Cis, si tratta soprattutto di percorsi culturali e artistici.

Come ogni anno, il sostegno alle realtà italiane si conferma una delle mission della manifestazione. Nominando giovani 'artisti associati' (Salvo Lombardo, Irene Russolillo e Davide Valrosso), ma anche 'ospitando' realtà consolidate come la Compagnia Abbondanza/Bertoni ('Erectus' ideato su musiche jazz di Charles Mingus), dando la possibilità di ricostruire lavori che hanno segnato importanti tappe nello sviluppo della danza contemporanea in Italia come 'Erodiade' di Julie Ann Anzilotti, liberamente ispirato all'omonimo poema incompiuto di Mallarmé, o il gran ballo 'Excelsior', riletto da Salvo Lombardo.

Esaltazione della modernità, delle più recenti scoperte scientifiche, dell'affermazione del concetto di identità nazionale che il noto regista rimette in discussione approfondendo tematiche, ridiscutendo argomenti. Coproduttore di lavori dal respiro internazionale, Oriente Occidente è anche partner del Théâtre de Chaillot, del Sadler’s Wells, di Tanz im August di Berlino, del Théâtre de la Ville de Luxembourg e del Teatros del Canal di Madrid per il nuovissimo 'Pasionaria' di Marcos Morau, artista che il pubblico del Festival ha avuto modo di apprezzare in più occasioni. Ed è coproduttore di 'Siren', spettacolo dello svedese Pontus Lidberg ( Danish Dance Theatre, Pontus Lidberg Dance). Progetto multimediale, di forte impatto spettacolare, che trae spunto dal canto omerico delle 'Sirene' per parlare di relazioni interpersonali, di comunicazione nella società contemporanea dominata da filtri tecnologici e da continue mutazioni.

Il cartellone, poi, di Oriente Occidente pone al centro i 'nuovi colonizzatori asiatici'. Per la prima volta in Italia, due artiste donne dell’avanguardia dell’Est. La giovane cinese Xie Xin con la sua compagnia, autrice di una danza sinuosa e liquida e la sudcoreana Eun-Me Ahn, coloratissima paladina della libertà contro le austere regole del suo paese d’origine. Loro contraltare maschile il butoh magniloquente di Ushio Amagatsu e l’invasiva rifrazione di suoni, luce e movimento del connazionale Hiroaki Umeda. In tema multimediale anche la finlandese Johanna Nuutinen, che divide la serata con Umeda, proponendo uno stimolante confronto geo-artistico.

Il punto geografico più a Ovest della 'Nuova Via della Seta' è toccato dalla bailaora di Granada Patricia Guerrero che in 'Eutopia' racconta, sui diversi compás del flamenco, la silente reazione al dolore della nostra società. La consueta sfida alla gravità della danza aerea si confronta con nuovi progetti 'site specific' per Rovereto e le sue accoglienti piazze. In scena la compagnia franco-catalana Daraomaï, l’italiana Il Posto di Wanda Moretti intenta a ripercorrere la storia della Manifattura Tabacchi, ma anche la sfida a ritmo hip hop, in pieno spirito di rivolta, della compagnia francese Dyptik.

Novità assolute sono la proposta artistica del Bmx, il Bicycle Motocross, nello spettacolo 'Ecotone' di Vincent Warin, nonché il debutto di uno spettacolo dedicato ai più piccoli, 'Leaders/Kids' del Collettivo Piratejenny. Per spazi open air c’è anche Glitch Project dei giovani Francesco Capuano e Nicola Picardi, mentre C&C Company di Carlo Massari propone un cinico studio sugli archetipi della miseria umana.

Non potevano mancare a Oriente Occidente momenti danzanti per tutti. Con Balerhaus della compagnia Sanpapié e Teatro della Contraddizione il pubblico potrà vivere l’atmosfera di una balera contemporanea e rendere omaggio ai più noti balli di sala, sotto la guida esperta di autentici maestri della tradizione popolare che ha segnato in profondità cinema, letteratura, arti visive. Con 'Una città per ballare', progetto realizzato in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, 90 danzatori, 30 musicisti e 8 coreografi dialogheranno con il pubblico e le architetture delle piazze storiche di Rovereto attraverso performance inedite e un finale al Mart dove i protagonisti saranno proprio gli spettatori.

Ed infine…Un inizio di grande suggestione. L’anteprima del Festival concepita dall’israeliano Sharon Fridman e dedicata alla fine della Grande Guerra nell’anno del Centenario. 'A piedi nudi' sono tre spettacoli visionari nei luoghi dove si materializza finalmente la Pace e la donna incarna le ragioni del ritorno, del nido domestico da ricostruire.

Sempre nell'ambito di 'Oriente Occidente' in programma anche workshop e masterclass, presso il Centro Internazionale della Danza con Marcos Morau, Daniel Massarella, Adam Benjamin (improvvisazione, pedagogia, creazione coreografica), Wanda Moretti (danza verticale ed aerea), Eun -me Ahn. Come ogni anno la Sala conferenze del Mart ospita la manifestazione 'Linguaggi'. Uno sguardo nuovo, oltre i palcoscenici del Festival, per indagare le potenzialità umane, culturali, geopolitiche e strategiche legate alla necessità di un dialogo internazionale. Ogni pomeriggio, ad ingresso libero, alle 17.30.

Attesi a Rovereto Ayelet Gundar-Goshen autrice di 'Svegliare i leoni' (1 settembre). Un viaggio attraverso l’Himalaya indiano, un incontro casuale con un israeliano che, attraversando il sistema montuoso in moto, aveva investito uno sconosciuto indiano e l’aveva lasciato morire a margine della strada senza fermarsi. Da questa storia vera nasce il libro di Ayelet Gundar-Goshen. La vicenda, trasportata nel deserto, indaga fragilità e incongruenze della società israeliana a contatto con i profughi eritrei e somali, recentemente al centro di intransigenti politiche di rimpatrio e trasferimento. Una riflessione sull’aspetto dei 'cattivi' e sulla scoperta di mondi prima sconosciuti che ci incuriosiscono e spaventano al tempo stesso, per imparare a riconsiderare il confine tra colpevole e vittima e i rapporti tra 'noi' e 'loro'.

Viviana Gravano e Salvo Lombardo 'racconteranno' il loro personalissimo 'Excelsior', in occasione della prima nazionale dello spettacolo (2). Un incontro sui temi che quasi 140 anni fa portarono alla creazione del 'Gran Ballo Excelsior', balletto che celebrava il trionfo della luce e della civiltà contro l’oscurantismo e le barbarie, le conquiste del progresso, l’imperialismo coloniale e l’affermazione del concetto di identità nazionale. Qual è oggi l’eredità culturale di quell’idea di Occidente della fine del XIX secolo? La risposta ( o le risposte) a Salvo Lombardo e Viviana Gravano accompagnati da studiosi provenienti da ambiti di ricerca contigui e complementari, tra i quali Marinella Guatterini e Alessandro Pontremoli. L’incontro sarà preceduto dalla proiezione del docufilm 'Excelsior (Luca Comerio, 1913): Frammenti ritrovati presso la Cineteca di Bologna'.

David Bellatalla presenta al Mart 'Sulla Via della Seta. In viaggio lungo le antiche carovaniere dell’Asia' (3). Non solo seta, pietre preziose, spezie e missive papali, ma soprattutto innovazioni tecnologiche, speculazioni filosofiche, credenze e concetti religiosi. 'La Via della Seta' è stata per secoli l’elemento insostituibile di aggregazione e di sviluppo delle differenti realtà etniche del continente euroasiatico e ancora oggi costituisce un elemento prioritario per meglio comprendere e riscoprire le diversità culturali quale insostituibile necessità per la pacifica convivenza tra i popoli. David Bellatalla ripercorre due anni di viaggio attraverso 18 paesi per oltre 15mila chilometri percorsi a piedi, in cammello, con cavalli, treni e camion in un affascinante itinerario alla riscoperta della grande vena pulsante del continente eurasiatico.

Eloïse Barbieri, alpinista, viaggiatrice, filmaker indipendente, si racconterà, attraverso il documentario 'Ani, le 15mila monache di Yaquin' (4 settembre). Sugli altopiani del Tibet orientale, infatti, sorge una 'cittadella buddista' che non esiste sulle mappe e che il governo cinese ha tentato più volte di radere al suolo. Fondata circa 10 anni fa dal maestro buddista Achung Lama, Yaquin è oggi una sterminata bidonville senza fognature e acqua corrente che ospita oltre 20 mila monaci, di cui 15mila donne. La vita monacale per moltissime di loro è sinonimo di libertà e istruzione. Tra aprile e maggio 2018, dopo due anni di progettazione e attesa e accompagnata solo da un’interprete tibetana, Eloïse Barbieri ha raggiunto Yaquin per realizzare un documentario che raccontasse di questo luogo straordinario.

Ed ancora grande attesa per 'Risciò in tour. Un viaggio alla scoperta della Cina' firmato a quattro mani da Giada Messetti e Simone Pieranni (5). Sebbene la Cina sia la seconda potenza mondiale e il suo peso economico e politico sia sempre più imprescindibile, spesso il racconto che si fa di questo paese rimane legato a stereotipi e luoghi comuni che ormai poco hanno a che fare con la realtà. Giada Messetti e Simone Pieranni raccontano in modo semplice ma accurato la complessità dell’universo cinese, descrivendo il progetto geopolitico avveniristico della Nuova Via della Seta, le complicate relazioni Cina – U.S.A. e gli incredibili piani di innovazione tecnologica di Pechino. Un incontro per affrontare le apparenti contraddizioni tra la Cina e il nostro sistema culturale e imparare a conoscere un paese destinato a influenzare sempre di più le nostre vite.

Enrico Tettamanti presenta, invece a 'Oriente Occidente' il suo 'Passaggio a Nord Ovest' (6). Uno dei grandi miti dei navigatori è sempre stato il Passaggio a Nord Ovest, la rotta navale che collega l'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico nell'emisfero boreale, passando attraverso l'arcipelago del Mar Glaciale Artico. Nei mesi di luglio e agosto 2017 l’equipaggio del Kamana, capitanato da Enrico Tettamanti, ha concluso con successo il Passaggio a Nord Ovest, seguendo la rotta meno famosa e meno battuta che da Ovest va verso Est, diventando il primo equipaggio italiano nella storia ad affrontare e portare a termine l'impresa. Tremila e 550miglia in 33 giorni, con una temperatura media di 0/5° e 24 ore di luce al giorno. Un’incredibile avventura che racconta di grandi ideali, storiche esplorazioni e cambiamenti climatici.

Ultimi appuntamenti in programma con Lucio Caracciolo ('Le vie della seta: un’opportunità anche per l’Italia', 7) e Emanuele Giordana ('Viaggio all'Eden', 8). Condotto da uno dei massimi esperti italiani di geopolitica, il primo incontro è interamente dedicato all’analisi del progetto cinese 'One Belt, One Road' ('Una cintura, una strada') lanciato nel 2013. L’obiettivo di Pechino è di ricostituire una 'Nuova Via della Seta', un’articolata rete di infrastrutture, ferrovie, strade e linee marittime che collegherebbe l’Asia Centrale con Medio Oriente, Africa ed Europa in un network commerciale di dimensioni mai viste prima.

Secondo la società internazionale di consulenza strategica McKinsey, sarebbero coinvolte da 'One Belt, One Road' fino a 65 nazioni, più della metà della popolazione mondiale, tre quarti delle riserve energetiche e un terzo del prodotto interno lordo globale. Una strategia non priva di ambiguità e rischi. Eppure una carta da giocare per il nostro paese, se non vuole perdere ulteriormente di rilevanza nel mondo.

Nel secondo incontro Emanuele Giordana prova a raccontare la scoperta dell'Asia avvenuta negli anni '70 da parte di un folto manipolo di giovani europei che, nella ricerca spirituale o semplicemente per voglia di avventura, aprirono una strada, a piedi, che sarebbe poi stata battuta dal grande turismo di massa in aereo. Ma oltre al turismo e al piacere del viaggio, l'Occidente scoprì la spiritualità orientale, lo yoga, le medicine alternative indiane o cinesi, la letteratura sino ad allora ignorata e persino un nuovo modo di vestire e mangiare. Un racconto a cavallo tra il ricordo adolescenziale e la sua riscoperta da giornalista attraverso i libri 'Diario da Kabul' (2010, O barra O), 'Viaggio all’Eden' (2017, Laterza) e 'Sconfinate: storie di confini e terre di frontiera (2018, Rosemberg&Sellier).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.