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La fatica di essere se stessi in 'Dicono di lei' con Nadia Perciabosco

SPETTACOLO
La fatica di essere se stessi in 'Dicono di lei' con Nadia Perciabosco

L’immensa fatica di essere se stessi in una società sempre meno privata e, insieme, l’irrefrenabile bisogno di piacere per esistere sono il cuore del monologo a cinque voci 'Dicono di lei' di Roberta Calandra con Nadia Perciabosco. Il debutto dello spettacolo in prima nazionale per la regia di Massimiliano Vado è fissato per il 12, 13 e 14 ottobre al Teatro Tor Bella Monaca di Roma.

'Dicono di lei' potrebbe essere narrata su Facebook o a 'Chi l’ha visto'; il pretesto è semplice, quasi banale: una famosa attrice, Anita Marzo, è scomparsa e varie persone si interrogano sulla sua possibile fine, sua madre, sua sorella, la sua agente, la sua rivale, sua figlia… Fuga d’amore, desiderio di suscitare una nuova curiosità professionale, suicidio, vacanza, tutto è possibile e tutto ugualmente privo di prove. La novità del testo è dovuta al fatto che la protagonista non si vedrà mai, ma compariranno in scena solo le donne che ruotano attorno alla sua vita e che cercheranno, anche attraverso paradossali contraddittori, di decodificarla.

Tutte e cinque interpretate da Nadia Perciabosco che racconta: "Il 15 agosto di quattro anni fa ho aperto la posta - racconta l'attrice siciliana - e ho trovato un breve messaggio della scrittrice Roberta Calandra che diceva 'sorpresa di ferragosto' con allegato un testo: 'dicono di lei'. Sul momento mi sono sentita onorata. E' una grande fortuna ed è raro che un autore scriva per te, ma quando l’ho letto mi è venuto letteralmente un colpo: cinque monologhi, cinque personaggi completamente diversi, che raccontano ognuno il proprio punto di vista sulla stessa storia, interpretati da un’unica attrice! Mi sono messa paura, ma poi ho accettato la sfida per gratitudine…".

E' stato difficile? "Sono stata fortunata ad avere la collaborazione di Massimiliano Vado. Oltre ad essere un ottimo regista - sottolinea Nadia Perciabosco - ama le donne e le rispetta profondamente e intellettualmente. Gli è piaciuto molto il testo è si è subito buttato con passione in questo progetto. Lui e Roberta hanno lavorato sul testo cambiandone la struttura per potenziarne il messaggio e, a volte, la crudezza. Durante le prove mi ha lasciata sempre libera mettendomi, però, di fronte a piccole sfide e difficoltà crescenti. Se sono riuscita a superarle è anche per la fiducia e la stima che ho sentito da parte sua".

"A volte - confida l'attrice - c’era un personaggio che prendeva il sopravvento su un altro ma Massimiliano mi ha spronato a dare il massimo delle energie ad ognuno dei cinque personaggi e questo è stato davvero stimolante per me. Abbiamo lavorato in grande sinergia e unità" tanto che, "anche se sul palco sono sola a recitare, è come se loro stessero con me. Sento proprio il valore del lavoro di squadra e sono molto grata", evidenzia Nadia Perciabosco cui è affidato il viaggio tra l'essere e l'apparire in un momento drogato dai social network.

"Luoghi virtuali come Instagram o Facebook- osserva l'attrice - ci costringono sempre ad alterare, modificare la nostra immagine per lasciar vedere la parte che riteniamo (o pensiamo che gli altri ritengano) migliore di noi. Oppure può succedere di costruirsi o di essere invischiati, strutturati, in uno schema di vita a cui, ad un certo punto, sentiamo di non appartenere più e da cui avremmo voglia di scappare… Un altro aspetto che questa storia mette in luce, ad esempio, è come si può reagire quando accade qualcosa di eclatante e inaspettato che va a rompere equilibri, meccanismi, abitudini o comportamenti ormai cristallizzati… ", ma è anche "interessante vedere come il conflitto con sé stessi può creare una catena di altri conflitti in ogni ambito dell’esistenza". Una chicca: l'abito di scena è della Maison Gattinoni.

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