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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

LAVORO
Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"Soltanto a settembre sapremo l'ammontare preciso delle risorse a disposizione per affrontare la piaga della disoccupazione giovanile. Da tempo, tuttavia, sostengo che occorrono misure mirate e strutturali per abbattere il cuneo fiscale sul lavoro e facilitare l'assunzione dei giovani da parte degli imprenditori. Ma devono essere provvedimenti che abbiano un carattere di gradualità. Purtroppo in questi anni alla politica sono mancati orizzonti temporali più ampi ed è stata svilita l'attività di programmazione. Ora non si deve più guardare all'emergenza. Si può fare meglio e il Pil può essere consolidato". Così, in un'intervista a Avvenire, il viceministro dell'Economia, Enrico Morando.

"Occorre partire dal presupposto che la pratica del lavoro coatto (anche se sovente equivalente a schiavitù) è radicata nella tradizione e gestita da mediatori che riforniscono i datori di lavoro di manodopera a basso costo. La società civile è impegnata a diffondere il più possibile informazioni che da un lato creino una coscienza nuova del fenomeno e dall'altro lo ostacolino nel suo sviluppo. Un impegno che, in molti casi, ha portato a buoni risultati dove i datori di lavoro-padroni sono stati costretti a riconoscere per i lavoratori il diritto a un salario minimo, assistenza medica, garanzie di orari e ambienti adeguati. Diversi individui e intere famiglia sono stati liberati per intervento della magistratura. Addirittura in alcuni distretti il governo ha avviato corsi informali per educare i figli dei lavoratori-schiavi. Tuttavia, molto resta da fare e gli abusi sono intollerabili". Così, in un'intervista a Avvenire, Hyacinth Peter, segretario esecutivo della commissione Giustizia e Pace della Conferenza dei Superiori maggiori del Pakistan.

"In un contesto estremamente favorevole, 17 trimestri consecutivi di crescita nell'Eurozona, si conferma la ripresa dell'economia italiana, a livelli però ancora insufficienti per rilanciare sensibilmente gli investimenti e assorbire la disoccupazione. Altrove il Pil corre a ritmi ben più sostenuti e il gap tra l'Italia e i principali partner commerciali e finanziari si amplia quasi inesorabilmente ad ogni trimestre. I già pochi posti di lavoro creati dal Jobs act sono precarie di livello formativo e tecnologico basso specie per i giovani". Così, in un'intervista a Il Manifesto, Andrea Goldstein, chief economist di Nomisma.

"Sui giovani è arrivato il momento di intervenire. Una ripresa così, che lasciasse indietro una fascia decisiva per il futuro dell'economia sarebbe francamente un modo per deprimerla. L'altra priorità che io vedo è quella delle fasce sociali più disagiate. Dobbiamo rafforzare il reddito di inclusione". Così, in un'intervista a Il Messaggero, Pierpaolo Baretta, sottosegretario all'Economia.

"La variazione acquisita è all'1,2. Bisogna tener conto anche che abbiamo corretto al ribasso di un decimale la stima del Pil del primo trimestre del 2016 e al rialzo, sempre di un decimale, quella del quarto trimestre 2016. Nel Bollettino economico diffuso a metà luglio la Banca d'Italia vede ora un aumento del pil dell'1,3 nel 2018 e dell'1,2 l'anno successivo. E' una previsione coerente con l'impostazione dell'intero scenario macroeconomico. Nella nostra ultima Nota mensile, di settimana scorsa, l'indicatore anticipatore conferma il proseguimento del ritmo espansivo anche nei prossimi trimestri. E il dato di oggi testimonia che è in atto una ripresa, come si diceva, persistente e pervasiva". Così, in un'intervista a Il Sole 24 Ore, Roberto Monducci, direttore del dipartimento per la produzione statistica Istat.

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