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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

LAVORO
Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"Sono preoccupato, la web tax rischia di arenarsi alla Camera". Così Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria del Senato, con il 'Corriere della Sera'.

"Proprio quando -continua Muchetti- Facebook ammette di aver eluso il fisco italiano e promette di mettersi in regola, ma a modo suo, dunque sospettabile delle solite astuzie, data la massiccia elusione praticata fin qui, 179 milioni tra il 2013 e il 2015, come è stato rilevato al Parlamento europeo".

"Il libero scambio sembra avere pochi sostenitori in questi giorni. Anche se i volumi di scambi effettivi si stanno riprendendo dalla recessione post-crisi e dal calo dei prezzi delle materie prime, la “globalizzazione” è diventata sempre più controversa, come dimostrato dall’elezione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla scia di una promessa di strappare gli accordi internazionali e diventare duro con i partner commerciali. Cosa significa questo per il futuro del sistema commerciale basato sulle regole?". Così, in un intervento sul 'Sole 24 ore', l'economista Daniel Gros.

"Circa 60 anni fa, quando è stato concepito il sistema commerciale basato sulle regole attuali, gli Usa -aggiunge- erano l’unica “iperpotenza” economica del mondo, con una predominanza indiscussa nelle industrie manifatturiere più avanzate. Con un potere sufficiente per imporre regole e un dominio sufficiente per poter contare sull’accumulo della maggior parte dei benefici, hanno svolto il ruolo di “egemone generoso'". "La proposta di istituire un ministro europeo dell’Economia e delle Finanze che renda la governance economica più semplice, più coerente e più efficiente. Ventisette leader dell’UE avranno una prima discussione sulle nostre idee in occasione del vertice euro di questa settimana. È la prima volta che un consesso del genere si riunisce in un ambiente così favorevole, con la presenza di leader dell’UE sia dei paesi della zona euro che di quelli che ancora non vi appartengono. II vertice spianerà la strada rendendo possibile l’adozione di decisioni concrete nel 2018. Sono fiducioso che, se ci assumeremo la responsabilità collettiva, riusciremo a voltare la pagina della crisi e non ci troveremo impreparati di fronte ad eventuali nuove bufere". E' quanto scrive Jean Claude Junker, presidente della commissione Euopea, in un commento su 'Qn'.

"La nostra vertenza va avanti dal 2006. Da quel giorno Ryanair in Italia è diventata un colosso, ma con noi è sempre stata un muro. Abbiamo indetto tre scioperi, questo sarà il secondo effettuato (il primo fu il 7 novembre 2016) senza che alcun lavoratore abbia aderito per paura di essere licenziato. Venerdì ci aspettiamo che finisca diversamente: già il fatto di aver reso pubblica la minaccia ricevuta dall' azienda è il segnale che qualcosa sta cambiando". Così, con il 'Manifesto', il segretario nazionale della Fit Cisl, Emiliano Fiorentino.

"Per noi lo sciopero -continua Fiorentino- è sempre il mezzo estremo, siamo sempre per la mediazione e il confronto. Con RyanAir però abbiamo sempre trovato un muro, da dieci anni l' azienda non ci riconosce e lo sciopero è diventato un gesto inevitabile. Questa volta si è unito anche il sindacato autonomo Anpac, molto forte tra i piloti, più garantiti rispetto al personale di volo".

"E l' azienda ha risposto -continua- con una mail molto dura che è stata resa pubblica dai lavoratori producendo una solidarietà mediatica inaspettata. È già un buon risultato. Sì, è possibile che la mail sia arrivata anche altre volte. Le cose però stanno cambiando: il ricatto è così forte e tocca elementi così importanti per i lavoratori - il sistema di programmazione dei turni e quindi la stabilità della vita delle persone - che questa volta i piloti si sono ribellati"

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