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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

LAVORO
Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"Il numero di persone in condizione di povertà assoluta in Italia è aumentato come non avveniva da decenni. La grande recessione ha avuto un' intensità superiore e prodotto effetti più persistenti della grande depressione del 1929. Fino a metà degli Anni Ottanta le disuguaglianze sono scese, poi hanno ripreso a salire. Il problema è che siamo complessivamente più vulnerabili e con una più bassa capacità di reagire agli eventi negativi. Inoltre una fetta di italiani è rimasta fuori da questi miglioramenti: basta farsi un giro in certi grandi ospedali del Sud". Così, in un'intervista a La Stampa, l'economista Giovanni Vecchi.

"Il valore della produzione delle aziende di occhiali italiane, federate Anfao, è di 3,8 miliardi all'anno e l'export è di 3,7 miliardi, in aumento del 3% nell'ultimo anno. Attenzione, queste due cifre sono quasi uguali perché in quei 3,7 miliardi è inclusa una quota di materie prime e di semilavorati che viene importata e poi riesportata, incorporandola nel prodotto finito. La quota effettiva di export sulla produzione italiana è dell'85%. I posti di lavoro sono 17.500 di cui 11.500 nel distretto di Belluno". Così, in un'intervista a La Stampa, Giovanni Vitaloni, presidente di Anfao, Mido e titolare della Nico-design di Torino (marchi Vanni e Derapage).

"Per noi il welfare aziendale è stato utile per migliorare il clima in azienda e aumentare la produttività. E' stato insomma strumento indispensabile per gestire il personale dopo un lungo periodo di crisi che ha visto, tra l'altro, scendere il numero di dipendenti, tra mobilità e prepensionamenti, del 20%. Abbiamo acquistato una piattaforma online. E i lavoratori avranno dieci mesi per scegliere tra vari benefit: i nostri, come le colonie estive oggi utilizzate dai figli di 200 dei nostri colleghi, oppure altri servizi come il buono spesa, fino alla retta dell' asilo per i figli". Così, in un'intervista a Affari & Finanza, Massimiliano Crespi, direttore delle risorse umane Sea.

"Dal prossimo anno scolastico la materia educazione finanziaria verrà inclusa tra le attività aggiuntive ed opzionali destinate a potenziare l'offerta formativa ordinamentale. Tale materia sarà anche tra gli obiettivi del piano nazionale di formazione dei docenti. Verrà promossa una rilevazione Invalsi per garantire un costante monitoraggio dell'evolversi delle conoscenze finanziarie di alunne e alunni. Su richiesta delle singole scuole, il Miur potrebbe autorizzare sperimentazioni che modifichino l'assetto ordinamentale per approfondire i temi dell'educazione finanziaria. Verranno potenziati i protocolli d' intesa con le associazioni e gli enti interessati a promuovere la materia. Si organizzeranno Olimpiadi e Hackathon di educazione finanziaria, come si fa per matematica, latino, greco e altre. Non stiamo parlando di un impegno limitato o destinato ad esaurirsi in breve tempo". Così, il ministro del Miur, Valeria Fedeli, in una lettera al direttore de L'Economia del Corriere della Sera.

"Il problema vero non è distribuire ancora soldi (spesa corrente) ma premiare il lavoro, aumentare la produttività (vero tallone d'Achille dell'Italia); razionalizzare, riducendola, l'enorme spesa assistenziale, introdurre il 'contrasto d'interessi' per ridurre l'enorme evasione fiscale, combattere la criminalità; tutte cose difficili e che necessitano di grande preparazione". Lo scrive su L'Economia del Corriere della Sera, Alberto Brambilla, presidente Centro Studi Itinerari Previdenziali.

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