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Ciofs-­Fp Piemonte, con 'Open' favorito passaggio competenze

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Ciofs-­Fp Piemonte, con 'Open' favorito passaggio competenze

Due anni di lavori, una rete di contatti con le imprese, un ampio ventaglio di campionatura di professioni diverse, un’area test tra Torino il suo hinterland e il biellese, per sperimentare politiche e azioni concrete a favore del passaggio di skills tra generazioni. In questo si è impegnato Ciofs-Fp Piemonte (Centro Salesiano Opere Femminili Salesiane per la Formazione Professionale) a partire dal febbraio 2014 sino ad oggi con il progetto 'Open', ovvero 'Opportunità tra le generazioni', sostenuto dalla presidenza del Consiglio dei ministri con un budget di circa 100mila euro, e presentato oggi a Torino.

Silvana Rasello, presidente del Ciofs-Fp Piemonte, ha spiegato così le motivazioni dell’iniziativa: “E' indubbio che la fascia di lavoratori tra i 50 e i 65 anni abbia accumulato una solida competenza e questo sia un valore aggiunto per le imprese e per il tessuto sociale: pensare di far sì che queste capacità non vadano perse con il pensionamento, ma vengano gradualmente trasferite ai giovani è di grandissima importanza. Abbiamo quindi analizzato e progettato un affiancamento consapevole con un gruppo di esperti che hanno lavorato a stretto contatto con aziende, professionisti e ragazzi”.

Da questi principi prende il via 'Open'. Come è stato ricordato durante la presentazione, già nel 2002 la World Health Organizzation si occupa di 'invecchiamento attivo': un’espressione che sintetizza una serie di processi tesi a ottimizzare tutti gli aspetti della qualità della vita delle persone in termini di salute, sicurezza, opportunità e lavoro. Anche il Parlamento europeo ha spronato gli Stati membri e le Regioni a mettersi in gioco coinvolgendo la società civile e le imprese per mobilitare, in modo costruttivo, il potenziale degli ultra-­cinquantenni coinvolgendo le fasce di giovani della popolazione in iniziative comuni.

Una situazione occupazionale generale, è stato sottolineato, su cui è necessario agire per tempo e con una visione prospettica: si parla a livello mondiale di 'life-design', che considera una serie di parametri molto ampi per progettare un disegno cosciente della propria vita in tutte le fasi, personali e professionali. Il fine ultimo è il bene dell’individuo e quello della società in cui vive. Tra i vari aspetti, ad esempio, è spesso sottovalutato l’ingresso di nuove risorse nei luoghi di lavoro: si lascia l’apprendimento del mestiere, delle dinamiche comportamentali, delle pressi operative e relazionali, più all’intuito che a un chiaro percorso di crescita.

Nello specifico, quindi, il progetto del Ciofs-Fp Piemonte si è concentrato sull’interazione con 7 aziende e organizzazioni, 20 lavoratori senior, over 50, e 42 ragazzi neo lavoratori guidati nel passaggio di competenze professionali tra generazioni da tutor. Partendo dalle metodologie che il Ciofs-Fp ha sviluppato in cinquant’anni di attività di formazione e orientamento, si è organizzato un percorso con obiettivi precisi, attività di laboratorio pratico, formazione specifica per l’adulto che deve trasformarsi in mentore, learning club per far propri i saperi del saper fare, sezioni di coaching.

E' stato utilizzato anche un kit per il bilancio delle competenze e, per i ragazzi, una piattaforma web ePortfolio (www.eportfoliobilco.it) in cui organizzare una vetrina della propria evoluzione professionale a portata di click per le imprese.

Si è visto che questi strumenti, uniti a un percorso guidato, hanno dato una grande autoconsapevolezza sulla propria potenziale occupabilità e un senso di responsabilità matura di lavoratori senior e imprese nei confronti dei ragazzi come loro stessi raccontano in un video collage di interviste pubblicato su www.ciofs.net.

“Il primo effetto che abbiamo colto - ha detto Silvana Rasello - è la soddisfazione di chi ha preso parte all’esperienza e ciò gratifica anche noi che abbiamo lavorato per due anni. Ma il vero dato da rilevare è il fatto che le realtà imprenditoriali coinvolte hanno espresso l’intenzione di ridefinire prassi e linee guida interne all’azienda per usare i metodi 'Open'. Si apre quindi una nuova fase di collaborazione concreta a più livelli sia con noi, che all’interno delle imprese stesse in cui anche i giovani avranno voce in capitolo”.

Per Delia Amari, della presidenza del Consiglio dei ministri - dipartimento Politiche per la famiglia, “oggi presentiamo uno dei 50 progetti finanziati con un bando del 2012 in tutta Italia e il Piemonte è stato molto attivo con ben tre progetti". "'Open' ha il valore di inserirsi in un’area che ha necessità di grande attenzione: la formazione. Il mondo delle imprese ha bisogno di valutare le proprie competenze e di portare all’interno nuove prospettive con i giovani”, ha aggiunto. Ora l’obiettivo è mutuare il case history anche in altri contesti territoriali e su grandi numeri.

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