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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

DATI
Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"Le ultime analisi parlano di una crescita dell' 1,5%, che non è malissimo, un po' meglio delle previsioni precedenti grazie al buon andamento di fine 2016. Direi che le incognite sono appunto l' incertezza politica e il commercio mondiale". Lo dice Romano Prodi al Sole 24 Ore. "Questo, per la prima volta da molto tempo a questa parte, cresce meno dell' economia globale. In questa situazione, si inserisce l'arrivo di Trump che dichiara di voler applicare dazi alla Cina e ad altri Paesi. Ma la Cina fa parte della Wto, le ripercussioni sarebbero globali. Anche l' Europa può esserne danneggiata. La nomina come responsabile del commercio estero americano di una persona che in passato ha sostenuto posizioni protezioniste preoccupa. Ma nonostante le dichiarazioni recenti, ci vorranno probabilmente ancora alcuni mesi prima di capire la linea della nuova amministrazione Usa in materia di commercio. Anche questo fa parte dell' incertezza di cui parla Draghi".

"E adesso un paio di giorni di riposo ce li prendiamo". Leonardo Del Vecchio ha appena concluso la presentazione agli analisti dell' integrazione tra la sua Luxottica e la francese Essilor e parla con il Corriere della Sera del "sogno di una vita", divenuto possibile perché "i tempi maturano e anche la concorrenza evolve". "Chi fa parte del mercato -dice- guarda le azioni degli altri. Da un anno Luxottica aveva iniziato a investire nella produzione delle lenti e questo ha spinto Essilor a pensare con maggior profondità a un accordo che - lo sapevamo da quattro anni era nell' interesse di entrambi. Questa volta c' era veramente la volontà di unire idee e produzioni. Vorrei ringraziare Romolo Bardin, amministratore di Delfin, e Francesco Milleri, mio braccio destro negli ultimi tre anni, che assieme a me hanno diretto i negoziati e mi hanno permesso di realizzare in brevissimo tempo quello che in passato non eravamo mai riusciti a ottenere".

Sergio Cofferati in un'intervista al Manifesto dice: "Che la situazione italiana avesse seri elementi di criticità era noto. Il governo non ha molte vie d' uscita, può solo cercare di ridurre il danno. Le regole in base alle quali arriva la richiesta europea sono state approvate in silenzio dai governi italiani: le politiche di rigore, il fiscal compact, il pareggio di bilancio in Costituzione. Errori gravissimi. Abbiamo contestato con enfasi solo aspetti marginali".

"Ci stiamo giocando il futuro delle prossime generazioni". Lo dice a La Repubblica Ivano Dionigi, già rettore dell' Università di Bologna e adesso presidente di Almalaurea. Quale indirizzo consiglierebbe ad un ragazzino delle medie? "In un mondo che cambia così rapidamente è la risposta più difficile. Io mi preoccuperei piuttosto di apprendere ad imparare. Lo aveva compreso già 21 anni fa il rettore di Harward, Derek Bok. Gli studenti italiani che he fanno l'Erasmus sono più richiesti in Europa semplicemente perché più colti degli altri". Che ruolo può svolgere il nostro sistema di istruzione per evitare l' incremento della disoccupazione derivante dall' automazione? "Scuola e università giocheranno un ruolo fondamentale: le humanities vanno integrate con la cultura scientifica e le scuole o gli indirizzi che vanno su questa strada sono da preferire. Occorre aggiungere saperi, ampliare il tempo-scuola e avere bravi docenti". Ma all' università sono le facoltà scientifiche a garantire più occupazione. Medici e ingegneri oltre il 94 per cento. "Capisco chi fa scelte di medio periodo. Ma non è un bene trascurare i laureati in facoltà umanistiche", conclude.

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