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Camera commercio italo-libica: "Bene vertice, aziende vogliono tornare"

Damiano, finalmente riprendiamo pallino gioco

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Camera commercio italo-libica: Bene vertice, aziende vogliono tornare

"Finalmente riprendiamo il pallino di questo gioco. L'importante è che adesso l'attenzione per la Libia continui, perché altrimenti rischiamo di perdere posizioni nei rapporti economici con loro rispetto ad altri Paesi. Sono tante le aziende italiane che aspettano di poter tornare a lavorare in Libia". Così Gianfranco Damiano, presidente della Camera di commercio Italo-libica, commenta, con Labitalia, il primo incontro del 'Gruppo di Contatto' sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale, tenutosi oggi a Roma.

"Finalmente -continua Damiano- c'è maggiore considerazione da parte del nostro Paese sulla questione libica, visto che abbiamo vissuto davvero situazioni complicate che ci hanno fatto rischiare di perdere posizioni a livello economico e politico con questo partner". Anche perché, sottolinea Damiano, "i libici si aspettavano una maggiore presenza, a livello politico ed economico, da parte di noi italiani in questi anni". "Attualmente nel Paese le imprese italiane lavorano a ritmi ridotti, più bassi, ma ci sono diverse richieste da parte di enti e di soggetti privati verso il nostro Paese, e sono tante le aziende italiane -rimarca- che stanno aspettando di poter rientrare in Libia".

"Noi come Camera di commercio -annuncia Damiano- stiamo lavorando all'organizzazione di una missione di aziende italiane, operanti nell'energia, nelle infrastrutture e nella sanità, in Libia, che tocchi anche Bengasi, e cioè l'est del Paese che negli ultimi tempi è stato un po' bistrattato. Le richieste ci sono sia da parte dei libici che delle imprese italiane, anche se queste ultime aspettano un segnale, più che altro dal nostro governo, sulla questione dei crediti, sia degli anni '90 che del 2011". "La disattenzione del nostro Paese -conclude amaro Damiano- verso un partner come la Libia ci ha procurato danni rilevanti dal punto di vista economico e politico".

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