Verganti: "Sommersi dalle idee si rischia di annegare"

Siamo in un mondo sommerso dalle idee e rischiamo di annegare in questo mare di opportunità. Oggi il creativo non è chi produce un’idea in più, ma chi sa riconoscere quale direzione abbia più senso, quale visione sia così potente da catalizzare attorno a sé energie ed entusiasmo. E’ questa la tesi del nuovo libro di Roberto Verganti, 'Overcrowded. designing meaningful products in a world awash with ideas', pubblicato con Mit Press e presentato alla School of Management del Politecnico di Milano. Roberto Verganti è anche l’unico italiano nell’advisory board che supporta il commissario europeo per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, Carlos Moedas, nella definizione di nuove politiche europee. Le dinamiche dell’innovazione, infatti, sono oggi profondamente diverse rispetto a soli cinque anni fa e le politiche per favorirle vanno adeguate al nuovo scenario. Obiettivo dell’advisory group è quello di aiutare il commissario ad analizzare le tendenze in atto e proporre strategie efficaci.

“Oggi -conferma Verganti- trovare una direzione conta più delle idee: la rivoluzione digitale ha completamente capovolto come si fa innovazione. In passato, quando le idee erano poche, la cosa più difficile era averne una buona. Oggi, grazie agli strumenti digitali, al crowdsourcing, alla creatività diffusa, le idee non mancano. Anzi. Abbiamo superato la soglia di assorbimento, siamo sommersi, inquinati da una sovrapproduzione di stimoli".

"Di conseguenza, le persone cominciano a dare segnali di stanchezza e accettano l’innovazione solo se porta vantaggi molto importanti. E le organizzazioni cadono nel paradosso delle idee: più idee producono, più si perdono in mille rivoli, senza una direzione condivisa e senza un reale cambiamento. La risposta allora -conclude- è fare innovazione non pensando alla quantità, ma al valore delle idee, al loro significato. L’esempio più eclatante è Apple: un’impresa che genera poche idee innovative, ma molto potenti”.