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'Estasi e misticismo' alle Settimane musicali meranesi 2017

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'Estasi e misticismo' alle Settimane musicali meranesi 2017

'Estasi e misticismo': questo il motto della 32ma edizione delle Settimane musicali meranesi, che trova piena conferma fin dal primo brano del ciclo sinfonico 'classic'. Il 23 agosto, infatti, la Baltic Sea Philharmonic inaugura il Festival di Merano (Bolzano) sotto la guida di Kristjan Järvi, e con Alexander Malofeev - 'bimbo prodigio' di soli 16 anni - in veste di pianista. Il programma della serata si apre con le note meditative del 'Canto del cigno' di Pärt, per concludersi con 'L’uccello di fuoco' di Stravinsky. Il ricco cartellone delle Settimane musicali meranesi è stato presentato nell’ambito di una conferenza stampa dal direttore artistico, Andreas Cappello. Un altro momento mistico è garantito il 5 settembre, durante l’esibizione di Teodor Currrentzis, ribelle della musica classica che, col suo ensemble MusicAeterna e il coro omonimo, giunge a Merano dalla città siberiana di Perm per eseguire brani a cappella di Talis, Purcell, Schnittke e Ligeti, terminando col Requiem di Mozart.

Ancora l’estasi protagonista il 14 settembre, quando Simone Kermes e i suoi Amici Veneziani si cimentano al Kursaal col tema dell’amore, e lo stesso vale per 4 Times Baroque, che il 19 settembre, nella cornice barocca del Palazzo Mamming, rievoca la corrente musicale delle 'follie' del Settecento con brani di Andrea Falconieri, maestro di cappella napoletano, e Alessandro Stradella, uno dei compositori più eccentrici e avventurosi del suo tempo.

Con ben cinque cicli - classic, barocco, colours of music, matinée classique e vox humana - le Settimane musicali meranesi non solo si confermano il Festival di musica classica dell’Alto Adige per antonomasia, ma propongono un viaggio attraverso le tappe più celebri della storia della musica. Al concerto notturno del 30 agosto ('Last Tango in Berlin'), Ute Lemper prende per mano gli spettatori portandoli nell’atmosfera di Parigi e Buenos Aires negli anni Venti e Trenta. Il 2 settembre, Hannelore Elsner e Sebastian Knauer si cimentano in una lettura in musica, raccontando con passaggi epistolari e musica il rapporto intimo che legò Ludwig van Beethoven alla 'appassionata ballerina' Bettina von Arnim.

L’11 settembre, Iveta Apkalna, organista titolare alla neoinaugurata Elbphilharmonie di Amburgo, fa librare nell’aria le armonie maestose e celestiali di Bach, contrapponendole alle note meditative e minimaliste del compositore statunitense Philip Glass. Il 18 settembre è la volta del 'collettivo nomade' della Mahler Chamber Orchestra, che sale sul palco con l’estrosa violinista Patricia Kopatchinskaja e il giovane e ambitissimo direttore d’orchestra Rafael Payare, per eseguire due brani 'classici' di Bartók e Dvořák che non potrebbero essere più contrastanti. Per finire, il 21 settembre, con l’esibizione della Philharmonic Orchestra di Londra diretta da Esa-Pekka Salonen, cala il sipario sulle Settimane musicali meranesi, sulle note della 6a sinfonia di Sibelius, magistrale nell’evocare la trasparenza e l’intensità romantica dei paesaggi lacustri finlandesi.

Altri momenti culminanti del tabellone sinfonico sono le esibizioni della Asian Youth Orchestra diretta da James Judd (28 agosto) e affiancata dal pianista Gerhard Oppitz, della Academy of St. Martin in the Fields con Daniel Hope in veste di direttore d’orchestra e solista (1 settembre) e della Ndr-Elbphilharmonie Orchester di Amburgo diretta da Juraj Valcuha il 7 settembre. Benché il ciclo sinfonico continui ad essere il cuore pulsante delle Settimane musicali meranesi, anche il resto del tabellone pullula di nomi prestigiosi e vere e proprie chicche musicali. Basti ricordare, fra i tanti, la pianista Ingrid Marsoner (16 settembre), il violinista barocco Kristof Barati (31 agosto), i Flying Pickets (13 settembre), lo Janoska Ensemble (20 settembre) e le tre compagini a cappella che compaiono nel programma: Wishful Singing (29 agosto), Alla Breve (8 settembre) e Rajaton (15 settembre).

Inoltre, il 9 settembre si esibisce al Pavillon des Fleurs l’Artemis String Quartet, una formazione cameristica apprezzata in tutto il mondo, che oltre all’opera 76 n. 1 di Haydn - brano 'classico' in senso stretto - esegue l’espressivo quartetto d’archi n. 3 di Bartók, e il quartetto in fa maggiore di Schumann, noto per i suoi impareggiabili timbri poetici. Anche qui, dunque, estasi e misticismo che s’intersecano coinvolgendo il pubblico, e confermando in pieno il motto dell’edizione 2017 delle Settimane musicali meranesi.

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