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Osservatorio Anziani: richiesta assistenza in estate a Nord +30%, a Sud +10%

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Osservatorio Anziani: richiesta assistenza in estate a Nord +30%, a Sud +10%

I mesi estivi sono notoriamente i più difficili per gli anziani che, oltre a correre maggiori rischi per la salute legati a disidratazione, stress da calore, ipertensione e cardiopatie, soffrono per la situazione di solitudine che viene a crearsi nei centri urbani. L’Osservatorio ‘Anziani e qualità della vita’ di Progetto Famiglia Network, rete che conta 35 centri di assistenza in tutta Italia dedicati alla cura degli anziani, dei malati e dei disabili, stima che al Nord nel 30% dei casi la richiesta di assistenza aumenta durante il periodo estivo, così come per le festività natalizie, al Centro rimane costante tutto l’anno, con un leggero aumento nel periodo estivo, mentre al Sud l’incremento è di circa il 10%.

L'Osservatorio, inoltre, ha registrato un incremento medio dell’8% dei servizi assistenziali per gli anziani soli in città. Fra questi, l'esempio virtuoso di Voghera, dove è stata creata una 'Anagrafe della fragilità': un elenco di 117 anziani e malati che vivono nei comuni oltrepadani potenzialmente a rischio abbandono.

L’iniziativa della cittadina lombarda, assieme a 22 comuni limitrofi, varata all’inizio dell’estate, aveva l’obiettivo di individuare tutte quelle persone a rischio isolamento, con basso reddito, oppure che vivono in condizioni abitative non idonee, al fine di garantire agli operatori dei Comuni un monitoraggio costante delle loro condizioni e di verificare quindi eventuali necessità, garantendo un intervento tempestivo.

“Sono certamente in aumento le iniziative di Comuni virtuosi come quello di Voghera, o di altre città come Milano, sempre molto all’avanguardia in questa direzione, ma tutto ciò non è sufficiente a contrastare la piaga dell’abbandono degli anziani nei mesi estivi", dichiara Francesco Lorenti, Ceo e Founder di Progetto Famiglia Network.

"Gli ospedali vengono spesso ‘scambiati’ per ospizi dai familiari che desiderano andare in vacanza - avverte - ma non vogliono accollarsi la spesa di un alloggio per i nonni o i genitori. Complice la diminuzione dei medici di base in servizio, nel periodo estivo si assiste a un ingolfamento dei nosocomi che va ad incidere in maniera negativa sulle strutture ospedaliere, sottraendo posti preziosi a quanti necessitano realmente di un ricovero, con un aggravio della spesa sanitaria a carico dei contribuenti”.

In Italia, sono circa 2 milioni gli anziani ad aver bisogno di una badante, per una spesa media annua di 14mila euro in Lombardia, fino ai circa 9.000 del Piemonte. Ma la situazione varia, appunto, dal Nord al Sud della penisola, così come i dati sugli abbandoni estivi, come sottolinea l’indagine redatta dall’Osservatorio ’Anziani e qualità della vita’ di Progetto Famiglia Network.

“Al Nord anche le badanti vanno in ferie, spesso tornano al proprio Paese, e chi ne ha una in famiglia ha bisogno della sostituzione. A questo si somma la maggior predisposizione di chi vive al Nord a spostarsi verso il Sud Italia per i mesi estivi, o a tornare giù se si è emigrati. Al Sud in genere si fanno meno vacanze rispetto al resto d’Italia e nella maggior parte dei casi chi parte delega a un altro familiare la gestione dell’anziano per quel brevissimo periodo”, osserva Lorenti.

“Rispetto all’estate precedente - fa notare - abbiamo registrato un aumento delle richieste di servizi assistenziali di circa l’8%. Durante tutti i mesi estivi, poi, riceviamo numerose chiamate da parte di over 70 che ci chiedono aiuto, magari perché sono rimasti soli e non riescono a far fronte alla gestione quotidiana dovuta all’assenza dei propri familiari".

"Non è raro, purtroppo, una volta recati sul posto per una semplice richiesta di aiuto nell’igiene personale, trovare anziani in grave difficoltà motorie e in ambienti molto afosi. Spesso, inoltre, mancano le cose indispensabili, come l’acqua potabile o la scorta di medicine, che sono, in alcuni casi dei veri e proprio salva vita", conclude Lorenti.

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