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Prioritalia, ruolo manager decisivo anche per creare valore sociale

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Prioritalia, ruolo manager decisivo anche per creare valore sociale

I manager hanno un ruolo decisivo nella creazione di valore non solo in termini economici ma anche in termini sociali e culturali. Questa la sintesi dell'incontro promosso da Prioritalia, Manageritalia, Fondo Mario Negri e Aiaf, 'Le strategie delle imprese sostenibili e l’incremento del loro valore finanziario'.

"Se i manager -ha detto Marcella Mallen, presidente Prioritalia- devono far funzionare e competere le aziende, oggi questo devono farlo considerando sempre più il valore, anche per il mercato, della sostenibilità. Un impegno che, oltre che professionale e aziendale, diventa sociale quando, anche attraverso Prioritalia, il loro contributo esce dai confini professionali per farsi movimento nella business community e nella società".

"Per ragionare più di benessere che di pil numerico, dobbiamo -ha sottolineato Enrico Giovannini, portavoce ASviS- anche cominciare a produrre benessere. Questo implica mettere tra gli obiettivi d’impresa la sostenibilità del prodotto finale e delle azioni necessarie per produrlo. Un compito che deve entrare nelle categorie mentali e comportamentali di tutti, imprenditori e manager in testa".

L’incontro è partito dai risultati di un’indagine Aiaf-Università Bicocca-Plef su alcuni dei principali operatori finanziari mondiali. Su tutto è emerso come la sostenibilità a 360 gradi sia oggi uno dei principali parametri nell’indirizzare le scelte dei maggiori investitori mondiali. Non più una moda, ma una necessità tesa prima di tutto a prevenire rischi dovuti a potenziali danni ambientali, sociali ecc. Poi un investimento che a medio termine comincia a evidenziare risultati interessanti, premiati sempre più dai cittadini che entrano in gioco nelle molteplici vesti di consumatori, investitori e lavoratori.

"Stiamo sempre più spostando investimenti -ha chiarito Lorenzo Randazzo, institutional sales manager Axa Investments- su settori e aziende sostenibili. Una scelta chiara e strategica che oltre a prevenire rischi cerca rendimenti interessanti nel medio termine. Questo avviene sul fronte azionario e oggi sempre più anche su quello obbligazionario".

"Il nostro ruolo -ha ricordato Aldo Moauro, excutive cirector Microfinanza Rating- è quello di spingere a trasparenza sul mercato e creazione di disciplina e gestione manageriale all’interno delle società di microfinanza. La metodologia di rating si è andata arricchendo di metriche, analisi e indicatori di carattere ambientale e di social performance".

"Che la responsabilità sociale sia utile per fare un business più duraturo e più sostenibile -ha ribadito Roberto Orsi, direttore Osservatorio Socialis- è ormai un dato assodato: crescono gli investimenti delle imprese, salgono le aspettative dei consumatori, si impegnano le istituzioni, aumenta l’offerta formativa in Csr delle università. Ma perché i comportamenti responsabili mettano radici nelle organizzazioni è necessario diffondere questa cultura a tutti i livelli, a partire dal management, che deve conoscerne i vantaggi e di conseguenza farne una leva di sviluppo".

Tanti gli interventi di prestigiosi operatori finanziari e non. Tra questi in apertura: Alessandro Baldi, presidente Fondo Mario Negri; Antonella Portalupi, vicepresidente Manageritalia; Alberto Borgia, presidente Aiaf. Poi hanno presentato i risultati della ricerca Andrea Gasperini, Aiaf; Federica Doni, università Milano-Bicocca; Emanuele Plata, presidente Plef.

Nella prima tavola rotonda, il punto di vista dei manager e degli organismi internazionali sono intervenuti Patrizia Celia, Borsa italiana Lseg, Claudio Pirani, Gruppo Erg, Nazareno Ventola, ceo Aeroporto G. Marconi Bologna. Nella seconda, sul punto di vista degli asset manager e degli analisti finanziari, è toccato a Giordano Beani, Chief Investment Amundi Sgr; Franco Gaudenti, ceo EnVent Capital Markets; James Osborne, Head of Sustainability Lundquist.

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