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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"Dopo 8 anni di blocco il Governo ha rinnovato il contratto degli statali e gli arretrati verranno pagati a febbraio, ma "non è una mancia preelettorale ma il frutto di un lavoro complesso di 4 anni". A scandirlo in un'intervista al "Corriere della Sera" è la ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. "Dal primo giorno il governo Renzi -spiega- si è proposto di rimuovere il blocco dei contratti che per noi era un'ingiustizia. Su questo rivendico coerenza perché lo dicevo anche quando stavo all'opposizione. Ovviamente, non si poteva fare in un giorno. Prima abbiamo ridotto i comparti da 11 a 4 e poi abbiamo dovuto cambiare la legge Brunetta, che avrebbe reso impossibile il rinnovo dei contratti". Madia evidenzia che "si lavora senza soste per rinnovare i contratti. Ci vorrà il tempo necessario ma vogliamo fare presto". "Le ultime tre leggi di Bilancio -aggiunge- contengono gli stanziamenti che, secondo la Ragioneria, sono sufficienti a garantire l'impegno preso con i sindacati sugli 85 euro per tutti. Regioni ed enti locali sanno che devono provvedere coi loro bilanci, ma le risorse ci sono".

"La legge sulle quote di genere funziona. Lo dicono i numeri: la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate e delle società a controllo pubblico ha superato il 30%. Sarebbe stato impossibile raggiungere questa percentuale senza una forzatura come le quote. In un mondo ideale, una misura simile non sarebbe stata necessaria. Ma nel mondo reale sì, il mondo in cui le donne - il 50% della popolazione, che ormai ha livelli di istruzione superiori a quelli maschili - non avevano mai raggiunto la seconda cifra nella percentuale di rappresentatività. Conquistato il risultato numerico, è naturale porsi altre domande: si tratta solo di numeri, o di cambiamenti sostanziali che investono la composizione degli organi decisionali, il processo di selezione dei membri dei consigli, il ruolo delle donne elette (presidenti, amministratori delegati)?". Lo scrive Paola Profeta sul Sole 24 Ore.

Marco Ventoruzzo, professore ordinario di diritto commerciale alla Bocconi, dove dirige il Dipartimento di Studi Giuridici, parla con il Sole 24 Ore del grado di attrattività dell' Italia agli investimenti stranieri. "Emerge una presenza significativa di soci stranieri nelle nostre imprese. D' altronde l' Italia è per molti versi attraente. Le imprese italiane non investono invece all' estero come i loro concorrenti" E tra i fattori che influenzano "innanzitutto la qualità di alcune nostre imprese. Poi, tra le variabili normative, è fondamentale quella fiscale: la riduzione dell' Ires al 24%, così come forme di flat tax aiutano. Negativi invece la corruzione reale o percepita, la lentezza della burocrazia e dei processi. Una giustizia civile veloce ed equa è essenziale per attrarre capitali".

"Facciamo proposte serie, non come chi parla di una flat tax che costerebbe almeno 60 miliardi e che, per il 40%, avvantaggerebbe soltanto quel 5% di contribuenti ricchi. Per noi si parte da famiglie, ceto medio e da chi sta peggio" Lo dice il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina al Corriere della Sera. "Proponiamo un assegno universale per i figli -aggiunge- a chi ha un reddito inferiore ai centomila euro all' anno e che copra anche gli incapienti. Una cifra dai mille ai tremila euro all' anno, da modulare anche in base all' età dei figli". Costo e copertura: "Circa 8 miliardi. Le coperture sono sostenibili nella riorganizzazione fiscale che attueremo: siamo credibili, come abbiamo dimostrato in questi anni", spiega. Altri punti qualificanti di programma, "salario minimo legale per chi non ha un contratto nazionale. La cifra verrà stabilita da una commissione formata anche da rappresentanze sindacali e datoriali. Poi avanti con il taglio permanente del costo del lavoro stabile per l' intera legislatura: almeno un puntoa ll' anno per 4 anni".

"Il Global Gender Gap Index 2017 del World Economic Forumvede l' Italia all' ottantaduesimo posto su 144 Paesi analizzati, in caduta libera di 32 posizioni rispetto all' anno precedente". Lo scrivono sul Corriere della Sera Alessia Mosca,Paola Profeta e Paola Subacchi. "Dovrebbe essere fonte di preoccupazione comune, dato che l'impegno a eliminare le differenze è uno strumento per la crescita economica. Stupisce, quindi, come il tema sia, ancora una volta, il grande assente nel dibattito pubblico dell' attuale campagna elettorale. #MaiPiùSenza è la richiesta che ogni amministrazione riconosca questo tema come parte integrante della propria azione di governo e della propria visione di società. #MaiPiùSenza una piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro, #MaiPiùSenza la parità salariale, #MaiPiùSenza un' organizzazione del lavoro di cura basata sulla condivisione tra uomini e donne, #MaiPiùSenza il talento di tutti", dicono.

Massimiliano Probo, 35 anni, in partenza per la Svizzera dopo 11 anni di precariato dice a La Repubblica: "Non parto con il sentimento dell' esule rancoroso. L' Italia è stata anche il Paese che ha investito su di me, che mi ha formato e nel quale ho conosciuto, ammirato e avuto come esempio persone straordinarie, che sono state la mia forza e la base del mio successo". Si sta trasferendo dopo 11 anni di precariato al dipartimento di Scienze agrarie, forestali e ambientali dell'Università di Torino. È stato appena assunto da Agroscope, il più importante centro di studi sull' agricoltura della Svizzera, che non solo gli ha dato un contratto a tempo indeterminato ma pure un ruolo da coordinatore del gruppo.

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