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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

DATI
Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"Per chi crede che l'Europa dei Trattati ha gli anni contati, la Brexit è la prova lampante che gli inglesi hanno capito prima degli altri l' insostenibilità del progetto. Non sono gli unici. Ai tanti scricchiolii nazionalisti che arrivano dall' Est, dove Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca mostrano una crescente insofferenza ai principî di democrazia che hanno sottoscritto sottraendosi dalla povertà dell' era post sovietica, si devono aggiungere la crescita dei partiti di destra e i piani non certo unionisti del governo austriaco. Ma gli europeisti dalla fede incrollabile devono saper leggere senza retorica proprio il caso britannico". Lo scrive sul Corriere della Sera, Roberto Sommella.

"Per capire l' effetto distorsivo bisogna andare a Piacenza. Importiamo ancora tantissimo dalla Cina, come dimostrano i dati del centro distributivo di Ikea". Emanuele Orsini, da circa un anno presidente di FederlegnoArredo, l'associazione dei produttori di mobili, cucine, arredi con il Corriere della Sera si dice soddisfatto dei dati preconsuntivi 2017. "Ma - ammette - le piccole imprese risentono ancora moltissimo della concorrenza cinese a basso costo e sono appesi alla proroga del bonus mobili". Esportiamo tanto, importiamo tanto. "Giusto, -spiega Orsini- ma attenzione. Dei 500 milioni di prodotti che arrivano in Italia ogni anno, 350 sono di fattura cinese. È un dato incontestabile di cui Ikea si giova per proporre prezzi concorrenziali alle famiglie. Ecco, al netto delle cento grandi imprese del made in Italy, che hanno volumi e dimensioni internazionali, c' è una base di nostri associati che rischia di sparire".

"È vero che le differenze fra +Europa e il Pd sono note. Sull' economia insistiamo sulle politiche di responsabilità fiscale, sull' immigrazione le priorità per noi sono le politiche di integrazione nella legalità, in modo da raggiungere l' obiettivo della rassicurazione dei cittadini, fondata però su dati di realtà e non sulla paura indotta o percepita. Ma la scelta di campo l' abbiamo fatta netta: una battaglia comune nel nome dell'Europa e dei diritti, che va vinta battendo gli etno-nazionalisti reazionari guidati dalla Lega e i sovranisti pericolosamente senza idee e senza capacità di governo come i 5 stelle". Lo dice Emma Bonino al Manifesto.

"La flat tax? Bene se per le partite Iva e i professionisti", Lo dice al Sole 24 Ore Beatrice Lorenzin, ministra della Salute e leader di Civica popolare. E sul debito avverte: "La via maestra è la crescita, a patto che si mantenga l'avanzo primario attorno al 3%". " Gli sforzi di questi anni di governo per il contenimento del deficit ci hanno permesso di recuperare credibilità: per questo al momento siamo al riparo dagli attacchi speculativi. Sono dunque ridicole le promesse elettorali "tutta spesa". Il ritorno alla crescita degli ultimi anni ha poi consentito di invertire la tendenza", aggiunge.

"Su Repubblica di lunedì scorso, Roberto Perotti riporta proprie stime sui costi di finanza pubblica del programma del Partito democratico ("Nel programma del Pd un conto da pagare di 56 miliardi"). La cifra dell' autore non è esorbitante rispetto alla fiera delle promesse a ruota libera delle altre forze politiche ma è comunque superiore alle nostre stime, che si collocano intorno a 35 miliardi di euro per i prossimi 5 anni. Visto che per noi "buona politica" significa non prendere in giro gli elettori, faccio alcune precisazioni". Lo scrive Tommaso Nannicini su La Repubblica. "Affermare che il programma non ha coperture è fattualmente scorretto. Partiamo dalle differenze macroscopiche. Perotti stima in 12 miliardi il costo della riduzione strutturale del cuneo contributivo sul lavoro stabile. Ma, come scriviamo nel programma, la nostra proposta di riduzione di un punto all' anno per 4 anni riguarda i contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti (post Jobs act). Il costo è di 290 milioni per il primo anno e raggiunge 1,8 miliardi solo dopo 10 anni", aggiunge.

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