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Con Fabric-Action al Fuorisalone l'Umbria guarda alla ricostruzione post sisma

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Con Fabric-Action al Fuorisalone l'Umbria guarda alla ricostruzione post sisma

Durante la Milano Design Week occhi puntati sul progetto Fabric-Action: un’iniziativa di sperimentazione e innovazione, per il sostegno della Valnerina, promossa da Regione Umbria con Fondazione Politecnico e Polifactory di Milano in collaborazione con il Museo della Canapa di Sant'Anatolia di Narco.

La Valnerina, valle del fiume Nera, zona montuosa nell'Umbria sud-orientale dove storia e contemporaneità si fondono armoniosamente, è, ad oggi, il territorio della regione che ha più sofferto le conseguenze dei terremoti: tra novembre e dicembre 2016, rispetto allo stesso periodo del 2015 (anno di maggior exploit del turismo in zona), il calo si attesta intorno al 96%. Tutto ciò ha comportato la perdita di fatturato economico, tra novembre e gennaio, pari al 100%. Tanto che, in alcuni territori inseriti nel cratere, si è arrivati alla chiusura di diverse attività commerciali e ricettive.

'Ricostruzione in Umbria: tecnologie e architettura per la qualità dei nuovi edifici' è il titolo del convegno in programma oggi, alle 18, all’Università degli studi di Milano, nell’ambito dell’evento di Interni Material Immaterial. Un dialogo al quale prenderanno parte i maggiori esperti italiani sul binomio terremoto/ricostruzione.

Ma la rinascita di un territorio passa anche attraverso gli asset che la caratterizzano, tra questi la canapa, riscoperta e valorizzata grazie alle attività dell’Ecomuseo della Valnerina, centro produttivo d’avanguardia nella coltura e tessitura di questo materiale, che ha partecipato al progetto Fabric-Action fornendo il know-how per la prototipazione degli 11 oggetti innovativi, in esposizione fino al 9 aprile, all’Università degli studi di Milano.

Realizzati da designer affermati tra cui Matteo Ragni, Lorenzo Palmeri, Enrico Azzimonti e tanti altri, i progetti sviluppati utilizzando la canapa come materia prima ad impatto zero, presentano soluzioni inaspettate: dalle strumentazioni musicali con percussori in canapa (Famiglia Battenti) e un basso-ukulele (UpLightBass) a una culla a sospensione per l’infanzia (Paidìa), dal food con dei biscotti a base di canapa (CanapÈ) a un purificatore d’aria (Soft). Ancora: un’amaca (Kinesis), un sistema di pannelli fonoassorbenti (Ssshhh), uno skateboard (Delta9), un sistema modulare per la coltivazione domestica delle piante (Agri-Hemp), un cappello (Sohat). Fino ad arrivare a un kit promozionale sull’uso della canapa stessa (Napaca).

Al termine dell’esposizione, come gesto di solidarietà, i progetti saranno donati dai designer al Museo della Canapa e presentati in altre occasioni di rilievo internazionale nel corso del 2017.

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