Fra food e design arriva piattaforma 'Too beautiful to eat'

L’idea è di dissociare temporalmente il momento dell’acquisto, online, di un menu gourmet dall’esperienza culinaria, da vivere in uno spazio scenografico diverso dal luogo e dal tempo di ordinazione. Una formula innovativa che può essere applicata in contesti nuovi valorizzando eventi, location e attrazioni che possono venire contaminati dal tema del food per creare interazione fra le tre F del made in Italy, Food, Fashion, Furniture, attraverso un’unica inedita piattaforma.

Il progetto innovativo si chiama 'Too beautiful to eat' ed è nato dall’intuizione della designer italo-­colombiana Lucy Salamanca: "Le nuove idee - racconta la designer - vengono dall'intuizione delle trasformazioni possibili del mercato e dall'ideazione di concept sempre nuovi e tendenze che investono gli stili di vita e l'identità stessa dei prodotti e dei canali di vendita".

Ed è partendo da questa consapevolezza di base che Lucy Salamanca, durante il Salone del Mobile 2017, ha proposto l’ambiziosa iniziativa 'Too beautiful to eat'. Uno spazio da vivere e gustare in un mix estetico e culinario di oggetti, materiali, manufatti di alta artigianalità italiana (tra cui le creazioni dell’orafo/designer Cristian Defranchi, quelle di Roberta Cenci, ma anche della Graziano Ricami, della Kube Design, di Italpiega, Odorizzi, Grevi, e dei giovani artisti del gruppo Demanumea) con menu degustazioni interpretati dallo chef Fabio Barbaglini.

'Too beautiful to eat', andato in scena nella cornice di via Savona 43, durante il Fuorisalone; spin-off del format 'Marche Creative', promosso da Graziano Ricami e inaugurato durante la prima edizione della Design City Milano con l’obiettivo di rilanciare i territori colpiti dal sisma, ha conquistato i visitatori grazie alla possibilità per il 'popolo della Design Week' di prenotare e acquistare online, sul sito www.toobeautifultoeat.com, i menu gourmet preparati dallo chef stellato e consumarli tra gli spazi scenografici della location, dissociando così, temporalmente, appunto, l’esperienza culinaria vissuta in un luogo fisico, dal momento dell’acquisto.

"Quello del Salone del Mobile - spiega Lucy - è stato un esperimento temporaneo riuscito molto bene. Anche se il format era sperimentale, il grande riscontro avuto da parte del pubblico ci ha convinti a replicare il progetto". L’obiettivo adesso è alzare l’asticella: "Ci sono ancora delle resistenze - sottolinea Lucy - e delle barriere psicologiche che ostacolano la possibilità di consumare dei menu, prenotati online, in luoghi come gallerie d’arte, musei, design district".

Ma quello tracciato da Salamanca è un quadro preciso. "Capovolgiamo il sistema e apriamo questi luoghi al mondo del food e alle combinazioni culinarie di eccellenza da proporre, però, sempre a prezzi contenuti". Per questa ragione la designer sta intraprendendo una serie di partnership con diverse realtà. Sulla piattaforma 'Too beautiful to eat' si potrà acquistare il menu gourmet che si preferisce, e ogni proposta dello chef sarà elaborata in base alle caratteristiche dello spazio dove poi sarà consumato. "Questo modello di nuovo consumo che abbiamo sviluppato è nato per essere sempre più aderenti ai nuovi bisogni delle persone: apro la piattaforma, prenoto il menu, e lo consumo nella bellissima location selezionata e predisposta ad hoc per godere e continuare l’esperienza d’acquisto", conclude.