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Aprea: sì a decontribuzione per assunzioni giovani, ma non basta

Servono altre misure, da regione Lombardia best practice a disposizione sistema nazionale

NORME
Aprea: sì a decontribuzione per assunzioni giovani, ma non basta

Valentina Aprea, assessore all'Istruzione, formazione e Lavoro della Regione Lombardia

"Giudico positivamente il piano del governo sulla decontribuzione per l'assunzione di giovani, ma dico anche che è insufficiente se è l'unica leva per aumentare l'occupazione dei giovani. Noi in Regione Lombardia abbiamo sperimentato tutta una seria di best practice che possono servire a ciò e che sono a disposizione del sistema nazionale". Così, in un'intervista a Labitalia, Valentina Aprea, assessore all'Istruzione, formazione e Lavoro della Regione Lombardia, commenta il piano allo studio del governo sulla decontribuzione delle assunzioni dei più giovani.

Secondo Aprea la sola decontribuzione "potrebbe creare una 'bolla' come quella provocata dalle risorse stanziate, sempre sulla decontribuzione, in legge di bilancio al momento dell'approvazione del Jobs Act. Ci fu infatti allora una grande crescita delle assunzioni, ma, quando finirono gli incentivi tutto si afflosciò. Con la sola decontribuzione si rischia di ripetere l'esperienza".

Per l'assessore lombardo la decontribuzione potrebbe essere 'associata' ad altre misure. "Prendiamo il piano Calenda, Industria 4.0. Si potrebbero assegnare i finanziamenti alle imprese che non solo investono in innovazione e superammortamento dei macchinari, ma che fanno anche formazione specializzata ai dipendenti e assumono dei giovani già formati tecnologicamente".

Secondo Aprea "così si può dare un vero segnale positivo, si può davvero cambiare il volto alla produzione italiana. E quindi per questo motivo mi auguro che il provvedimento allo studio del governo non sia solo di Poletti e di Padoan, ma sia fatto a 'più mani' e ciò coinvolga tutti i settori per realizzare qualcosa di strutturale per le nuove generazioni".

Nuove generazioni, sottolinea Aprea, che in questi mesi sono state al centro dell'attività della giunta lombarda "basti pensare che siamo passati, ad esempio, da un centinaio di ragazzi in apprendistato di 1° livello a circa 3mila che hanno un contratto di lavoro ancor prima di aver acquisito la qualifica professionale".

"In Lombardia -sottolinea Aprea- abbiamo sperimentato tutta una seria di best practice che possono servire a ciò e che sono a disposizione del sistema nazionale: da Garanzia Giovani all'apprendistato di 1° e 3 ° livello, dalla filiera professionalizzante al sistema duale fino a misure per il coworking e lo smart working".

E l'appello di Aprea va anche agli imprenditori. "Se il governo approva queste misure devono crescere anche i salari dei più giovani: basta stipendi di 800-900 euro per ragazzi che hanno studiato 15 anni. Gli imprenditori -sottolinea- se ricevono lo sconto dallo Stato sul costo del lavoro devono riconoscere a questi ragazzi un bonus per tutti gli anni della loro vita che hanno dedicato agli studi".

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