Di Maio al Festival del Lavoro, su assenza risorse decreto dignità leggende metropolitane

Le polemiche sull'assenza di coperture per il cosiddetto decreto dignità "sono tutte leggende metropolitane". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio a margine del Festival del Lavoro a Milano. "Mi fa piacere, anzi" che ci siano queste polemiche, dice Di Maio, perché "stanno pubblicizzando il decreto". Del resto, avverte, "lo abbiamo scritto ed è pronto nel testo; ora sta facendo tutto un iter che sottovalutavo", ma che rappresenta solo "una questione di quante bollinature deve avere e di quanti soggetti devono dire va bene". Ma "dal punto di vista politico -assicura- è un decreto pronto".

"C'è un tema, quello del lavoro nero, su cui ci vuole tolleranza zero. Dicendo anche, a chi assume in nero, che non è sufficiente pagare una multa" ha poi detto il ministro del Lavoro Luigi Di Maio intervenendo dal palco del Festival. Ricordando che c'è il tema del "lavoro, che è formalizzato, ma che in realtà non dà dignità alle persone", Di Maio ha spiegato: "Io l'ho affrontato e devo dire che se ci riusciamo sarà un modello di gestione". E ha aggiunto: "Su queste questioni c'è sicuramente quella dei rider; anche se non voglio enfatizzare la singola questione, quei ragazzi sono il simbolo di una generazione che in qualche modo è stata abbandonata dalle politiche pubbliche".

Quanto alle cooperative, "metteremo in piedi il prima possibile una legge sulle false cooperative, che dia dignità a quelle grandi e la smetta di avere tutti questi soggetti che nascono e muoiono dall'oggi al domani, attentando alla dignità di chi ci lavora".

Di Maio ha parlato anche di pensioni. "C'è un tema sulla 'quota 100' - pare l'abbia detto anche ieri il presidente dell'Inps Tito Boeri-" sul fatto che "ci ritroveremo diverse centinaia di migliaia di pensionati che si approssimano al milione: questo non è un tema che necessariamente ci deve spaventare, perché soprattutto nella Pubblica amministrazione favorire il ricambio generazionale significa portare nuove competenze per le nuove sfide della Pubblica amministrazione".

La cosiddetta 'quota 100', ha spiegato Di Maio, è "nel nostro programma di governo e la dobbiamo fare per permettere ai giovani di entrare sempre più nel mondo del lavoro e per dare la possibilità a chi ha lavorato una vita di andare in pensione". "La partita, su questo come su tante materie economiche, non la dobbiamo considerare solo a Legge di Bilancio vigente o a saldi di finanza pubblica vigenti", ha avvertito aggiungendo: "Teniamo ben presente che quello che è l'atteggiamento dell'Italia ai tavoli europei sull'immigrazione è solo l'antipasto di quello che sarà l'atteggiamento ai tavoli europei sull'economia".

Sul tema delle pensioni d'oro "anche di qualche sindacalista, ho la proposta di legge pronta. La settimana prossima tagliamo i vitalizi, quella successiva incardiniamo la legge sulle pensioni d'oro" ha detto il vicepremier Luigi Di Maio. All'origine della battuta, una domanda sui numeri delle tessere dei sindacati: "Era una promessa che ho fatto agli italiani, ma -rassicura Di Maio- non riguarderà solo quella categoria".

"Una norma che mi sta a cuore è quella delle delocalizzazioni; oggi pomeriggio sarò in provincia di Brescia dove un'altra azienda, dopo aver preso soldi dallo Stato, se ne sta andando all'estero. E su questo bisogna dare una stretta" ha concluso il vicepremier.