Consulenti del lavoro, dl dignità bene su fisco e gioco d'azzardo

Positivi gli interventi annunciati dal Governo in materia fiscale e sul gioco di azzardo, da rivedere quelli in materia di lavoro. Le anticipazioni mediatiche del “Decreto Dignità” non convincono pienamente i Consulenti del Lavoro. In attesa di leggere il testo ufficiale della norma, non disponibile al momento, la categoria si limita a fare considerazioni di carattere generale.

"Le misure in materia fiscale e contabile -spiega il Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro- sono state ben accolte dai professionisti, sia per la previsione di abolire lo split payment per le prestazioni di servizi rese alle Pubbliche Amministrazioni sia per gli interventi mirati a semplificare le attività di studio, come nel caso del rinvio della scadenza dello spesometro e della revisione del redditometro. Condivisibile anche lo spirito con cui è stata disposta la norma che cerca di salvaguardare i livelli occupazionali penalizzando chi sceglie di delocalizzare, a patto, però, di rendere più accoglienti le condizioni generali del Paese per chi vuole fare impresa, a cominciare dall’elevato costo del lavoro".

"Apprezzabili anche gli interventi restrittivi sul gioco d’azzardo, un fenomeno che sta mietendo numerose vittime in questi lunghi anni di crisi economica. Di gran lunga migliorabili, invece, le novità in materia di lavoro, che di fatto irrigidiscono di molto il rapporto di lavoro", spiegano i consulenti del lavoro.

"Per di più all’inizio del periodo estivo, quando ci sarebbe bisogno di maggiore flessibilità, in particolare nel settore turistico, per incentivare l’occupazione -rimarca la nota del Cno dei Consulenti del lavoro-. La riduzione della durata e del numero di proroghe dei contratti a termine induce al turn over e, quindi, non assicura stabilità al mercato del lavoro".

"Inoltre, il ritorno alle causali potrebbe alimentare nuovamente il contenzioso, molto ridimensionato negli ultimi anni. Infine, l'equiparazione integrale della disciplina del Contratto a tempo determinato alla Somministrazione paralizza un intero settore, che occupa lavoratori in possesso di ogni garanzia di natura contrattuale e previdenziale", aggiungono i consulenti.

"La lettura del testo ufficiale del Decreto darà gli spunti tecnici necessari a elaborare il contributo di idee migliorative, che il Consiglio Nazionale presenterà nel corso delle audizioni parlamentari. Anche se diventa difficile rintracciare l’urgenza insita nello strumento del Decreto-legge", concludono.