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Ancot, Jobs Act fa diminuire popolo partite Iva

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Ancot, Jobs Act fa diminuire popolo partite Iva

"Il Jobs Act fa diminuire il popolo delle partite Iva". Lo dice a Labitalia Arvedo Marinelli, presidente dell'Ancot (Associazione nazionale consulenti tributari), in vista del 'Meeting delle professioni' che si aprirà domani alla Reggia di Caserta. "Su quasi tutto il territorio italiano a luglio -afferma- rispetto allo stesso mese del precedente anno, si è assistito a una diminuzione del popolo delle Partite Iva e il calo potrebbe essere stato influenzato dall’entrata in vigore delle nuove forme contrattuali previste dal Jobs Act, accompagnate dagli incentivi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato, che potrebbero aver favorito la costituzione di rapporti di lavoro dipendente rispetto a rapporti di lavoro autonomo con partita Iva".

"La situazione del cosiddetto popolo delle partite Iva -spiega- sarà uno dei temi del Meeting e dai dati in nostro possesso emerge che, relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile, con il 62,8% delle partite Iva aperte da soggetti di sesso maschile".

"Il 47% delle aperture -ricorda- è attribuibile ai giovani fino a 35 anni e il 35% a soggetti tra 36 e 50 anni. Rispetto al corrispondente mese dello scorso anno però tutte le classi di età accusano cali di aperture, principalmente le due estreme (fino a 35 anni -15%, oltre i 65 anni -16,1%)".

"Nello scorso mese di luglio -fa notare il presidente dell'Ancot- 2.954 soggetti hanno aderito al nuovo regime forfetario, mentre 8.640 soggetti hanno aderito al regime fiscale di vantaggio. Complessivamente, tali adesioni rappresentano il 28,8% del totale delle nuove aperture".

"La possibilità di opzione tra i due regimi -continua Marinelli- è stata prevista dal decreto 'milleproroghe' ed è valida solo per l’anno in corso, in considerazione della circostanza che da gennaio 2016 resterà in vigore solo il regime forfetario".

L'analisi nelle diverse province italiane, effettuata dall'Ancot, su dati del ministero delle Finanze, evidenzia decrementi in quasi tutte le realtà territoriali: Vercelli -37,50%, Reggio Calabria -36,67%, Matera -31,45%, Messina -28,75%, Potenza -24,89%, Brindisi -24,44%, Olbia-Tempio -24,24%, Medio Campidano -23,40%, Chieti -23,21%, Perugia -21,87%, Pesaro e Urbino -21,54%, Trapani -20,95%, Carbonia-Iglesias -20,83%, Rovigo -20,34%, Rieti -20,16%, Imperia -19,62%, La Spezia -17,53%, Ancona -17,45%, Fermo -17,27%, Ascoli Piceno -16,67%, Belluno -16,67%.

E ancora: Trieste -16,36%, Barletta-Andria-Trani -16,21%, Teramo -15,48%, Catanzaro -15,27%, Pisa -14,48%, Biella -14,29%, Crotone -14,29%, Pescara -14,05%, Cremona -13,79%, Cosenza -13,70%, Salerno -13,68%, Palermo -13,43%, L'Aquila -12,88%, Lecce -12,85%, Foggia -12,30%, Cagliari -11,99%, Bergamo -11,97%, Oristano -11,69%, Isernia -10,84%, Livorno -10,18%, Caserta -10,14%, Bologna -9,69%, Siena -9,64%, Sassari -8,98%, Frosinone -8,86%, Ragusa -8,33%, Genova -8,19%, Novara -7,23%, Roma -6,44%, Vibo Valentia -6,25%, Nuoro -5,81%, Prato -5,81%, Mantova -5,73%, Milano -5,40%, Bari -5,34%, Modena -5,05%, Campobasso -5,04%, Monza E Brianza -5,04%, Pavia -4,99%, Avellino -4,97%, Lodi -4,96%, Verbano-Cusio-Ossola -4,94%, Ferrara -4,81%, Agrigento -4,70%, Catania -4,66%, Caltanissetta -4,62%.

E poi: Cuneo -4,53%, Macerata -4,53%, Torino -4,06%, Forlì-Cesena -4,05%, Terni -3,97%, Parma -3,86%, Brescia -3,78%, Varese -3,43%, Verona -3,41%, Taranto -3,34%, Como -2,53%, Vicenza -2,47%, Viterbo-1,89%, Siracusa-1,54%, Firenze -1,51%, Alessandria -1,38%, Benevento -1,38% e Arezzo -1,15%. Non mancano le province dove aumenta il popolo delle partite Iva e sono: Asti 0,65%, Latina 0,72%, Venezia 1,33%.

Senza dimenticare: Ravenna 1,52%, Napoli 2,75%, Pordenone 2,94%, Grosseto 3,50%, Udine 3,53%, Lecco 3,73%, Padova 4,50%, Treviso 4,57%, Enna 5,41%, Reggio Emilia 5,88%, Pistoia 6,25%, Massa Carrara 7,63%, Trento 8,33%, Bolzano 9,41%, Savona 10,49%, Rimini 10,68%, Piacenza 13,50%, Gorizia 14,10%, Sondrio 21,52%, Lucca 24,47%, Ogliastra 29,17% e Aosta 60,00%. Complessivamente, nel mese di luglio 2015 sono state aperte 40.316 nuove partite Iva con una flessione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (-6,9%).

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