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Inserimento e valorizzazione disabili? Ecco il disability manager

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Inserimento e valorizzazione disabili? Ecco il disability manager

In un mercato del lavoro come quello italiano dove otto disabili su dieci sono disoccupati, cresce l’attenzione per il loro inserimento lavorativo in azienda grazie alla nuova figura del disability manager. "Il suo ruolo è quello di favorire l’occupazione di persone con disabilità, valorizzando, per tutto il percorso lavorativo, la loro autonomia e professionalità e conciliandone le specifiche esigenze di vita, cura e lavoro", spiega Paolo Ferrario, amministratore delegato e presidente dell’agenzia per il lavoro e-work.

La nuova figura professionale, che riporta direttamente alla direzione Hr, ha competenze di tipo manageriale ed economico, oltreché psicologico-sociali, oltre a una formazione di tipo umanistico o economico. In particolare, è richiesto un certo livello di esperienza nell’ambito delle risorse umane, delle politiche organizzative aziendali, della normativa del lavoro, nonché nel settore informatico, tecnologico e medico.

La retribuzione annua potrà variare, a partire da una media di 40-50 mila euro lordi l’anno, a seconda dell’esperienza, anche in base alle possibilità di investimento dell’azienda.

"Il disability manager -spiega Ferrario- agisce per soddisfare i bisogni nel luogo di lavoro delle persone con disabilità, ponendosi come primo referente per questi ultimi. L’obiettivo è apportare vantaggi e opportunità all’intera azienda e non alla sola persona con disabilità. Il disability manager lavora, infatti, per il benessere di tutti i lavoratori, attraverso un’azione di orientamento gestionale che si focalizza sulla persona con disabilità, con l’obiettivo di adattare l’organizzazione ad accoglierla e a gestirne i bisogni".

Si tratta di una figura già diffusa da tempo in altri Paesi europei, ma in Italia ancora poco sperimentata, nonostante già nel 2009 venisse citata nel 'Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana' del ministero del Lavoro. Da qualche mese, però, grazie anche al nuovo Programma d'azione sulle politiche sulla disabilità, questa nuova professione è tornata a essere d’attualità.

"Il disability manager -sottolinea Ferrario- può agire tanto come dipendente quanto come consulente esterno e deve ricoprire un ruolo aziendale tale che gli permetta di incidere in maniera significativa sulle strategie e sulle politiche dell’azienda stessa. Non deve poi necessariamente essere una persona con disabilità, sebbene questa condizione potrebbe dare alla figura professionale un maggiore coinvolgimento".

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