Big in cattedra al Modartech, per sfondare nella moda bisogna saper rischiare

Saper rischiare, non aver paura di esprimere la propria personalità e cominciare da giovani, anzi da giovanissimi. Sono questi alcuni dei consigli più ricorrenti suggeriti da designer, stilisti, case di moda e addetti ai lavori agli aspiranti creativi di domani: ha raccolto una grande partecipazione l’Orientation Day dell’Istituto Modartech, organizzato ieri a Pontedera (Pisa) per offrire agli studenti informazioni su percorsi formativi e sbocchi professionali nel mondo della moda.

Tra i corsi in partenza il prossimo ottobre, quelli post diploma in Design e Progettazione della moda, in tre anni, che ha l’obiettivo di formare gli stilisti di domani, attraverso un approccio pratico e l’utilizzo di nuove tecnologie, e quello in Fashion Technology, in due anni, per aspiranti modellisti Cad, una delle figure più richieste nell’industria della moda. Tra le new entry, il corso in tre anni in Fashion Communication Design, studiato da Modartech insieme a case di moda e agenzie di comunicazione, a seguito di una specifica indagine di mercato promossa per individuare le figure professionali più richieste nel settore.

Tanti i grandi nomi coinvolti nella progettazione e realizzazione del corso, pronti a salire in cattedra per offrire speciali lezioni, di vita oltre che di teoria, agli studenti. Tra questi, lo stilista e noto volto televisivo Guillermo Mariotto, della maison Gattinoni. “Saper esprimere il proprio stile al mondo è determinante, è un mezzo per essere riconoscibili”, suggerisce ai futuri studenti.

“Si deve rischiare, i giovani - aggiunge Alberto Garbati, architetto e regista di fashion show tra gli altri per Moschino, Versace, Etro - dovrebbero uscire di casa a 18 anni e provare ad esprimere quello che pensano. E’ un momento di transizione, non ci sono tendenze, ci si affida a Internet. E’ più difficile emergere, ma bisogna combattere e lo devono fare i giovani, ribellandosi allo schema prefissato. La differenza è proprio questa: uscire dal branco. E dovrebbe essere la scuola a dare l’opportunità di farlo”.

La formazione è fondamentale, ma anche l’età anagrafica conta. “L’età media del personale di Monnalisa - afferma il presidente Piero Jacomoni - è di 35 anni per 272 collaboratori, dove il 63% è donna. Per noi i giovani sono indispensabili a far conoscere i prodotti alle nuove generazioni”. Già perché una cosa è produrre e un’altra è saper comunicare. “E’ necessario costruire storie che lascino una traccia - afferma Paolo Laratta, dell’ufficio marketing di Ariete - o un ricordo. Troppe aziende con molti soldi da spendere in advertising riempiono i palinsesti di spot mediocri. E su Internet ancora non si è trovata la chiave giusta”.

Il segreto della creatività in generale sembra essere quello, osserva, di “mettere la propria personalità al servizio di un progetto più ampio”, in grado di fare breccia nel cuore del pubblico. Una lezione che già si pratica nelle aule Modartech e su cui si continuerà a lavorare dal prossimo ottobre, in linea diretta con le aziende di eccellenza del territorio.