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Consulenti lavoro: sempre meno tornitori, più progettisti software

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Consulenti lavoro: sempre meno tornitori, più progettisti software

Meno tornitori, operatori di catene di montaggio e robot industriali. Più analisti e progettisti di software. E' una delle tendenze del mercato del lavoro 4.0 che emergono dalla ricerca 'L’impatto della quarta rivoluzione industriale sulla domanda di professioni. Le professioni vincenti e perdenti: quale relazione con la diffusione dei robot e dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi', realizzata dall'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro e presentata oggi in occasione dell'apertura del Festival del lavoro promosso dai consulenti del lavoro al Lingotto di Torino.

Secondo la ricerca, è "verosimile che processi di robotizzazione dell’intero processo produttivo, che incominciano a realizzarsi anche in Italia tra una minoranza di poco più del 20% di imprese di medie e grandi dimensioni fortemente integrate nelle catene globali del valore, abbiano fatto venir meno la necessità, a parità di produzione, delle professioni semi-qualificate degli operai addetti alle macchine utensili automatiche, come per esempio i tornitori seppur a controllo numerico".

Secondo l'indagine, "occorre osservare che si registra una flessione del saldo delle unità di lavoro anche tra gli operatori di catene di montaggio automatizzate e di robot industriali (-3 mila unità), determinando così, d’altro canto, l’aumento di altre figure addette alla programmazione dei robot, spesso esterne all’impresa o alle dipendenze della ditta fornitrice, che non sono più classificate come addetti alle macchine ma come 'analisti e progettisti di software' che fanno parte delle professioni vincenti e registrano una forte crescita di circa 23 mila unità di lavoro, al pari dei tecnici programmatori (+14 mila unità di lavoro), dei tecnici esperti in applicazioni (+14 mila unità)".

E ancora degli attrezzisti di macchine utensili, in particolare i manutentori dei sistemi robotizzati (+ 9 mila unità), dei progettisti e amministratori di sistemi (+7 mila unità) e degli installatori, manutentori, riparatori di apparecchiature informatiche (+2 mila), dei manutentori di apparati elettronici industriali (+2 mila) e infine dei ricercatori e tecnici laureati nelle scienze matematiche e dell'informazione, fisiche, chimiche, della terra, tra i quali i docenti d’informatica e di matematica (+ 6,5 mila).

Secondo l'indagine, a un andamento negativo (-11 mila unità di lavoro dal 2012 al 2016), ma in crescita, del totale degli operatori di catene di montaggio e degli addetti a macchine utensili automatiche, corrisponde una robusta crescita del complesso delle professioni informatiche, +68 mila dal 2012 al 2016 (programmatori, esperti in applicazioni, progettisti di software, amministratori di sistemi, manutentori di apparecchiature informatiche e apparati elettronici industriali, docenti d'informatica), ma anche degli attrezzisti di macchine utensili (manutentori) (+9 mila dal 2012 al 2016) e degli operai addetti a macchine confezionatrici di prodotti industriali (+3 mila dal 2012 al 2016).

In poche parole, almeno in questo caso, la quarta rivoluzione industriale ha prodotto una perdita di lavoro degli addetti a macchine utensili automatiche più che compensato dalla sostenuta crescita degli esperti di software e di manutentori: il saldo complessivo è pari a +70 mila unità di lavoro.

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