Confimprenditori, serve taglio Irpef e non nuova politica bonus

"La ripresa c'è ma è solo congiunturale: lo dimostra il fatto che la ripresa non genera un significativo aumento dell’occupazione". Lo scrive in una nota Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori. "Di fronte a questo dato la politica della prossima legge di bilancio consisterebbe nella prosecuzione dei bonus sotto forma di decontribuzione al 50% per il primo triennio di assunzione dei giovani sotto i 29 anni. Un modo nemmeno troppo originale - scrive ancora - per prendere tempo e rimandare il problema alla prossima legislatura. Tra tre anni, ma anche meno, ci ritroveremo infatti nella situazione attuale dove, finito il doping degli incentivi garantiti dal Jobs act, la disoccupazione è tornata a crescere".

"La realtà è che l’occupazione non si genera né si stabilizza con le politiche di incentivi– il taglio del costo del lavoro dovrebbe essere semmai strutturale – e che queste ultime agevolano pochissimo le piccole e medie imprese che auspicano piuttosto politiche di spinta per la ripresa economica. A partire dal taglio dell’Irpef - consiglia Ruvolo - magari finanziato con una spending review seria e radicale. Questo anche considerando che con la fine nel 2018 del quantitative easing e del bengodi dell’acquisto di titoli del debito con tassi di interesse a zero il debito pubblico è destinato ad aggravarsi. Non sono le pensioni o i dipendenti pubblici le priorità del paese, ma la ripresa economica, l’occupazione e il rilancio", conclude il presidente di Confimprenditori.