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Udir, i presidi non sono responsabili della mancata sicurezza degli edifici scolastici

SINDACATO
Udir, i presidi non sono responsabili della mancata sicurezza degli edifici scolastici

Marcello Pacifico presidente Udir

"I presidi non sono responsabili della mancata sicurezza delle scuole". A dirlo il sindacato Udir, che oggi è in audizione presso la VII e XI commissione della Camera congiunta Cultura e Lavoro. "L'Udir -spiega in un'intervista a Labitalia il presidente, Marcello Pacifico- è il nuovo sindacato della dirigenza scolastica che in otto mesi ha raggruppato più di 230 dirigenti. Abbiamo organizzato diversi convegni mettendo in prima linea la sicurezza, con oltre mille presidi che si sono alternati nei vari dibattiti".

"Da qui -sottolinea- è scaturita la proposta di modifica del Testo unico della sicurezza, introducendo il Titolo 13° con norme, articolate in 9 articoli, che fanno chiarezza sulla responsabilità del datore di lavoro che non può essere il preside, ma il proprietario dell'immobile, che sia il Comune o la Provincia".

"Sui presidi -avverte Marcello Pacifico- non possono ricadere le colpe sul mancato intervento di prevenzione e sicurezza degli edifici, perché i dirigenti scolastici non hanno potere di spesa e non possono subire, come suggerisce la Cassazione, un ricatto morale: ti incriminiamo e ti fai 3 anni di galera, oppure chiudi la scuola nel caso in cui qualcuno non ti dia i soldi".

"L'Udir -assicura il presidente- è la voce di chi ogni giorno cerca di garantire la sicurezza dei nostri figli, del personale della scuola e di se stessi. Il problema è chiarire chi ha la responsabilità tra enti locali e dirigenza scolastica e, soprattutto, dare alle amministrazioni locali, provinciali, regionali e comunali, la facoltà di spendere i soldi e di fare gli interventi in sicurezza, in un momento in cui tutte le scuole italiane non sono sicure. Il nostro motto è, infatti, non scuole belle ma scuole sicure".

Ma le rivendicazioni dell'Udir non si fermano alla sicurezza degli istituti. "Se non c'è una perequazione interna -aggiunge- tra gli ex presidi e gli attuali dirigenti scolastici, in termini di assegno di anzianità retributiva, e una esterna tra la dirigenza scolastica e, ad esempio, la dirigenza dei ministeri sulle retribuzioni di posizione di risultato, non si capisce come questa categoria possa essere valorizzata".

"Sapendo infatti che -rimarca Marcello Pacifico- il dirigente scolastico è il motore e il fulcro, assieme al collegio docenti, al personale Ata e alle rsu, del funzionamento della scuola, di un servizio costituzionalmente protetto e che deve avere dirigenti scolastici come protagonisti positivi e non negativi nelle cronache dei giornali".

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