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Confsal Salfi: "Per successo riforma Agenzie fiscali ripristinare comparto"

SINDACATO
Confsal Salfi: Per successo riforma Agenzie fiscali ripristinare comparto

"Ripristinare, per il totale successo del processo riformista, un comparto di contrattazione dedicato al sistema agenziale, al fine di riconoscere meglio e tutelare altamente le professionalità tecniche necessarie a garantire quei risultati al sistema agenziale che il futuro del nostro Paese necessita". A ribadirlo Sebastiano Callipo, segretario generale del Confsal Salfi, sindacato autonomo dei lavoratori finanziari, che - accompagnato dal vicesegretario generale, Franco Toscano - ha incontrato il presidente della commissione Finanze del Senato, Mauro Maria Marino, sul processo di riorganizzazione delle Agenzie fiscali.

Callipo ha manifestato "l’apprezzamento del Salfi per il tentativo parlamentare di allineare il sistema agenziale, ovvero fiscale italiano, ai tempi del Paese, con la necessaria metamorfosi dei colleghi, da gabellieri a consulenti, al fine di ottimizzare il rapporto fisco-contribuenti e implementare il tasso di adeguamento spontaneo alle pretese erariali".

Per il segretario generale, "il disegno riformatore necessita di diversi interventi garantisti di natura sostanziale e formale, afferenti, in particolare, la partecipazione sindacale, il coinvolgimento motivazionale del personale, il sostegno della dirigenza interna all’amministrazione finanziaria, la totale comprensione della ratio del provvedimento".

"In sintesi, si delinea, visto il profondo riassetto che il sistema fiscale ha subìto negli ultimi anni, con l’introduzione di sistemi accertativi avanzati, un’organizzazione fiscale - ha spiegato - e, quindi, amministrativa, modificata, fortemente potenziata, per obiettivi di massima efficienza ed efficacia, pregna di regole più flessibili di gestione delle risorse umane e finanziarie, in forza di un principio di autonomia, specie sotto il profilo organizzativo, che consentirà al sistema agenziale di modellare, con specifici atti propri interni, non solo l’articolazione degli uffici, ma anche percorsi di carriera e opportunità professionali varie".

Il ddl 2837 di cui si discute oggi, per il Salfi, "contiene un modello di governance che certamente contribuisce a sostenere la riforma in atto e a sostenere la performance delle Agenzie fiscali, in linea con il decreto legislativo 300/99, in coerenza con il contesto internazionale, anche in tema di percorsi di carriera, area quadri, accesso alla dirigenza e quant’altro, tutte materie non sottraibili alla sfera di autonomia e funzionali, non solo allo sviluppo dell’organizzazione, ma anche alla garanzia di quei risultati demandati a strutture operative, oggi notevolmente complesse, e non riconducibili a una logica di gestione ministeriale".

Per il segretario generale Callipo, inoltre, "va apprezzata la ratio ispiratrice del ddl, vista, in particolare, la progressiva riduzione di autonomia che il sistema fiscale ha subìto nel tempo".

Tuttavia, ha fatto notare, "permangono ampi spazi di ottimizzazione e riorientamento, non solo dell’attività di controllo e accertamento, ma anche per una reale semplificazione dei regimi fiscali e per la valorizzazione della cooperazione con i contribuenti, unitamente a strumenti strategici, quali dichiarazione precompilata, utilizzo coordinato dei dati fiscali nelle banche dati e l’Anagrafe immobiliare integrata, ecc.".

"Misure - ha proseguito - che impongono un riassetto organizzativo tarato su queste nuove esigenze, che intercetti anche una più specifica gestione delle risorse umane, obiettivo per il quale è altamente indispensabile ripristinare l’originario comparto specifico di contrattazione e rivedere l’impianto organizzativo di fondo, visto il mutato approccio, non solo alle modalità di gestione del fisco e dei rapporti con i contribuenti, ma anche con il personale".

Il segretario generale Callipo ha più volte sensibilizzato il presidente Marino "sulla pregnante esigenza che al personale siano ridate, con rafforzata attendibilità, prospettive celeri e gratificanti di carriera, con retribuzioni ben diverse da quelle da anni riservate ai pubblici dipendenti, attesa l’alta professionalità tecnica loro richiesta nel nuovo rapporto con il contribuente: quindi, fidelizzazione del personale per evitare sempre possibili patologie e deviazioni gestionali".

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