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Zanardo: "Rilancio portualità veneziana corre su binari"

SINDACATO
Zanardo: Rilancio portualità veneziana corre su binari

Damaso Zanardo

"Il rilancio della portualità veneziana corre sui binari". A dirlo, in un'intervista a Labitalia, Damaso Zanardo, presidente della commissione città metropolitana della Camera di commercio di Venezia e Rovigo. "Vi è oggi -spiega- l'esigenza primaria di rilanciare le politiche di sviluppo infrastrutturale e di coesione del Paese con una pianificazione, una programmazione e una progettualità orientata al futuro partendo dalla realtà storica sia a livello territoriale che istituzionale, legislativo e ambientale". "Il disegno di riassetto istituzionale -fa notare- promosso dalla legge 56 del 2014 (cosiddetta legge Delrio) ha indotto un riassetto istituzionale tra province, città metropolitane etc., mentre la riforma dei porti, approvata dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2016, ha soppresso 24 autorità portuali, prevedendo 15 nuove autorità di sistema portuale che dovranno gestire complessivamente 57 porti con la relativa logistica territoriale".

"Da un'opportuna sinergia -sostiene Zanardo- tra le due recenti riforme può nascere una nuova e reale governance di sistema, orientata allo sviluppo logistico del territorio. L'auspicio dei più è che vi sia una contaminazione tra le due riforme, anche perché gli enti istituzionali di nuova formazione, come le città metropolitane o le autorità di sistema portuale, incidono sulle politiche e sulle programmazioni e pianificazioni orientate allo sviluppo e competitività del sistema Paese facendo perno rispettivamente sul piano strategico metropolitano e il piano regolatore portuale".

"La costruzione quindi -avverte- di un sistema logistico integrato e di infrastrutture della mobilità costituisce il primo impegno dei nuovi organi di governo delle autorità di sistema portuale e delle rispettive città portuali, nella prospettiva tracciata dal piano strategico nazionale della portualità e della logistica. La proposta di una politica portuale integrata con le politiche territoriali e istituzionali deve essere capace di interpretare il cambiamento, deve cogliere gli elementi di compensazione e le relazioni nella filiera di governo (Europa, Stato, Regioni, Città Metropolitane, Sistemi logistico-portuali, Comuni).

"Ma veniamo a Venezia -sottolinea- e alle opportunità che, nel quadro normativo appena delineato, non dobbiamo lasciarci scappare; parlo soprattutto di ampliamento della zona franca e di istituzione di una zona economica speciale (zes). Va premesso che l’istituzione di zes nel territorio comunitario deve rispettare limiti precisi di compatibilità e di rispetto del codice di condotta in materia di tassazione delle imprese". "Il nostro governo -precisa- è intervenuto in questa materia con la legge 3 agosto 2017, numero 123, contenente disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Per l’appunto, quel provvedimento prevede, tra l’altro, l’istituzione di una disciplina per la regolamentazione delle zone economiche speciali, con particolare riferimento alle aree portuali, nonché una serie di misure di semplificazione e per la velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno".

"Se è vero -ribadisce Zanardo- che quella norma che limita le zes al Sud è in linea con quanto riguarda le agevolazioni fiscali contenute nella Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2014-20, è anche vero che ci sono i margini per ampliare alcuni interventi soprattutto in chiave amministrativa e infrastrutturale. Le agevolazioni fiscali non bastano per il successo delle zone economiche speciali, occorrono anche facilitazioni amministrative e interventi infrastrutturali e se, come ama dire il ministro Delrio, 'la geografia è un destino', Venezia ma in generale i porti del nord e quelli delle Città Metropolitane non possono essere dimenticati nel quadro del rilancio generale della portualità italiana".

Infatti, "le condizioni più favorevoli al successo delle zone franche e delle zes - dice - si possono riscontrare laddove le condizioni di fiscalità agevolata coincidono con la presenza di importanti vie di comunicazione e con dinamiche e significative aree industriali in regioni in cui insistono poli logistici, tecnologici e manifatturieri di eccellenza".

"Occorre, pertanto, inserirsi meglio -suggerisce- nel progetto della nuova via della seta e valorizzare i maggiori link dei porti del Nord con i canali distributivi del Northern Range ed escludere i grandi porti del Nord rischia di essere un autogol del Paese nei confronti degli investitori internazionali. Mi schiero tra coloro che chiedono un intervento urgente del governo per l’ampliamento della zona franca doganale di Venezia e per la promozione di un intervento legislativo che inserisca Venezia tra le aree zes del Paese". "Oltre a questi temi di carattere strategico -ricorda il presidente della commissione città metropolitana della Camera di commercio di Venezia e Rovigo- non vanno trascurati gli interventi di adeguamento all’evoluzione della domanda di traffico: il rischio è che, guardando troppo lontano, si inciampi sul primo sasso che incontriamo nel nostro cammino. I temi dell’accessibilità dal mare e da terra del Porto necessitano di interventi immediati e di medio periodo e il Piano operativo triennale ne ha elencato i principali".

"Mi soffermo -chiarisce- sul tema dell’accessibilità ferroviaria solo per brevità espositiva e non volendo con questo trascurare le priorità che gli operatori portuali, per conto proprio e per conto terzi, hanno già manifestato in sede di dibattito sul pot. La tendenza complessiva della distribuzione dei traffici dentro il porto mostra un progressivo spostamento degli stessi verso la dorsale di via dell’Elettricità e verso la zona più a sud del porto".

"Si pone, quindi, il problema -avverte Zanardo- di realizzare un collegamento diretto tra la zona sud di Porto Marghera e la rete ferroviaria nazionale. Il progetto dovrebbe connettere le aree di maggior sviluppo del porto con la rete ferroviaria fondamentale, riducendo i tempi di manovra interna al comprensorio ed evitando il passaggio per la stazione di Mestre. Agli elementi relativi alla fiscalità doganale di vantaggio possono quindi aggiungersi e collegarsi sviluppi interessanti per la logistica integrata per risultare fortemente attrattivi per medi e grandi gruppi internazionali (ma anche locali), interessati a sviluppare business in un’area strategica quale è quella di Venezia e del Nord. Purtroppo, se ne è parlato tanto, ma si è visto ben poco; il tempo e la concorrenza incalzano e dico che è l'ora di passare dalle parole ai fatti".

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