Il calice giusto per il vino, la guida per sceglierlo

Più ampio, più panciuto, con l'apertura stretta o slanciato, di vetro o di cristallo. Ci sono calici per vini rossi, bianchi, bollicine e liquorosi e scegliere quello giusto non è per niente semplice. Ma oltre al cavatappi, scrive Eric Asimov sul New York Times, l'unico altro strumento indispensabile per godere al meglio una bottiglia è il bicchiere con lo stelo.

Gli esperti insistono sul fatto che ogni vino necessita del bicchiere giusto per essere degustato al meglio. Ma la maggior parte delle famiglie, che sia per una questione di spazio o di spesa, in casa non possono avere decine di calici. Se non siete dei puristi, sottolinea Asimov, un bicchiere 'all purpose' dalla forma allungata, più larga verso lo stelo e più stretto nella parte alta in modo da far incanalare gli aromi verso il naso di chi beve, è un buon compromesso. In molti pensano che far roteare il liquido, lo aiuti ad attivare gli aromi. Per fare ciò, senza incidenti (schizzi ovunque), è importante che il calice sia abbastanza alto e capiente in modo che la quantità giusta lo riempia per un terzo. Questo modello si trova in commercio anche con il nome di 'Bordeaux', che si contrappone al 'Borgogna' (più largo e basso). Sia ben inteso, aggiunge l'esperto, si può certamente bere del Bordeaux da un bicchiere Borgogna, ma il primo è senza dubbio più versatile.

E' importante però che il calice sia trasparente, perché si possa osservare il colore del vino: quindi meglio evitare decorazioni o che sia lavorato. E che sia di vetro, sottile.

In genere lo spumante viene servito nel flute, dalla forma più stretta e allungata. Perché, aggiunge Asimov, per il vino rosso di solito si è preferito il calice più largo e per i bianchi più stretto. Ma ormai i due si equivalgono, il vecchio detto 'il primo dovere del vino è quello di essere rosso' non vale più: quindi non succede nulla se entrambi vengono serviti in un bicchiere dalla forma più larga, tipo 'all purpose', più universale.

Di fondo "non mi piacciono i bicchieri senza stelo", conclude il critico americano, un modello "va bene per vini banali in situazioni informali. Ma per i buoni vini, il calice è l'ideale perché può essere tenuto per lo stelo in modo che la temperatura del vino non sia alterata dal calore delle mani, oltre al fatto che si evitano le impronte digitali".