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Chi l'ha detto che è volgare? Quando il cattivo gusto diventa moda

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Chi l'ha detto che è volgare? Quando il cattivo gusto diventa moda /Foto

Gareth Pugh, Spring/Summer 2016 Ready-to-wear Courtesy Gareth Pugh

"Il bello è brutto e il brutto è bello" dicevano le tre streghe di Macbeth all'inizio della celebre opera shakespeariana. E parafrasando il concetto, la citazione sembra calzare a pennello anche nel mondo della moda, dove non sempre tutto quello che viene mandato in passerella risulta elegante o almeno di buon gusto. Al contrario, spesso il rischio che un abito o una camicetta risultino volgari è davvero concreto. Del resto, come sostiene lo psicologo Adam Phillips "La volgarità espone lo scandalo del buon gusto".

E proprio Phillips, assieme alla curatrice Judith Clark è partito da qui per 'The Vulgar: Fashion Redefined', mostra dedicata al rapporto tra il volgare e la moda, che farà tappa alla Barbican Art Gallery di Londra dal prossimo 13 ottobre. L'esposizione indaga per la prima volta tutto l'immaginario che la parola 'volgare' suscita in ciascuno di noi, legandola a doppio filo agli eccessi della moda. Attraverso 120 pezzi, che vanno dal Rinascimento al 21esimo secolo, e includono capi creati da Manolo Blahnik, Christian Dior, Marc Jacobs per Louis Vuitton, Chanel, Prada e Moschino, tra gli altri, la mostra esplora il fascino di tutte le forme che può assumere la volgarità. (Fotogallery)

Legando insieme abiti storici provenienti dall'alta moda e dal pret-à-porter, ma anche ornamenti tessili, manoscritti, film e fotografie, l'esibizione illustra come il cattivo gusto sia un concetto soggettivo. Quello che qualcuno può associare alla volgarità, del resto, per uno stilista può apparire come l'espressione più fine della moda. Nei secoli il mondo del fashion ha infranto molti cliché su quello che può apparire o meno come volgare, rivisitando e facendo proprie diverse nozioni di stile.

Percepita spesso un prodotto puramente commerciale e popolare, la moda stessa è stata spesso etichettata come volgare, eccessiva o kitsch, tutti concetti che il fashion ha lungamente esplorato. La mostra si focalizza in particolare sul fascino esercitato da tutto ciò che è eccessivo nella moda, dalle crinoline extralarge alla sopragonna di quasi 2 metri e mezzo di larghezza, o ancora, alcuni materiali considerati esagerati, come quello di un abito italiano del 18esimo secolo.

Anche il rapporto tra la moda e il corpo è uno dei temi chiave dell'esposizione. Ne sono esempio alcune calze in pizzo che svelano e al tempo stesso nascondono il corpo femminile, o la sua esposizione esagerata, cone le zone erogene messe in evidenza. A fare la parte del leone, tra le creazioni di Gareth Pugh, Elsa Schiaparelli e Victor&Rolf, i look rivoluzionari di Vivienne Westwood, Malcolm McLaren o le creazioni del belga Walter Van Beirendonck, tra cui spicca una gonna-crinolina con la proboscide che fa capolino dal punto vita. Volgare? Chissà. Esagerato? Sicuramente.

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