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"Modella anoressica e sottomessa", bufera su spot Saint Laurent

MODA
Modella anoressica e sottomessa, bufera su spot Saint Laurent

(foto da Twitter)

di Federica Mochi

#YSLRetireTaPubDegradante, ossia, "Saint Laurent ritira la tua pubblicità degradante". E' questo il messaggio rimbalzato sui social nei giorni scorsi, e sfociato in una vera e propria polemica su Twitter, dove diversi utenti hanno puntato il dito contro la nuova campagna pubblicitaria autunno/inverno 2017 della griffe parigina, rea di farsi portavoce di un'immagine sbagliata della donna. A indignare la rete due manifesti, che campeggiano per le strade della Ville Lumière. Nel primo si vede una modella, con la testa appoggiata su uno sgabello, le gambe divaricate e le braccia penzoloni. E' molto magra e indossa solo un body a pois e calze a rete. Ai piedi porta tacchi a spillo e pattini a rotelle. Nella seconda immagine, la top Fernanda Oliveira appare invece seduta a terra con le gambe divaricate.

Scattata dal duo di fotografi Inez e Vinoodh, in una manciata d'ore la campagna pubblicitaria ha sollevato un polverone di polemiche in rete, dove è stata bollata come "umiliante", "inaccettabile", "degradante" e "vergognosa". "YSL si sta rigirando nella tomba - commenta un utente - la festa della donna è già stata sporcata da questo marchio infame", "Una donna non è un bastone filiforme né un oggetto sessuale da esibire. Rispettateci" chiosa qualcun altro, mentre c'è anche chi fa notare come "Monsieur Saint Laurent" parlasse di "nobiltà fondamentale del mestiere di couturier" ma, sottolineano in molti "era prima di questa campagna pubblicitaria" che promuove l'immagine di una donna "anoressica, umiliata e sottomessa".

Contattata da '20 Minutes', la griffe che fa capo al gruppo Kering ha preferito non commentare la vicenda, mentre la mobilitazione in rete è stata talmente imponente nel corso del fine settimana che l'ARPP, l'autority francese per la regolamentazione della pubblicità ha fatto sapere di aver ricevuto decine di lamentele e segnalazioni: "Venerdì è arrivata una prima segnalazione - ha detto Stéphane Martin, direttore generale dell'authority - poi ne sono state depositate una quindicina. Il giudice esaminerà l'ammissibilità di queste lamentele, interpellerà Yves Saint Laurent ed eventualmente coloro che si sono occupati di diffondere questa pubblicità".

Non è la prima volta, del resto, che il brand parigino e l'industria del fashion finiscono sotto accusa per via della magrezza eccessiva delle top model, un modello femminile che spesso sfiora i limiti dell'anoressia. Nel 2015 una campagna di Saint Laurent finì al centro delle polemiche, per via delle mannequin magrissime ingaggiate in una campagna pubblicitaria sul magazine inglese Elle Uk e censurata dall'Asa, l'authority britannica che monitora le campagne pubblicitarie. L'anno scorso un simile trattamento era stato riservato a Gucci, che sempre in Gran Bretagna si era vista vietare la campagna per la Cruise 2016 nella quale la modella appariva "magra in modo non sano".

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