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Il cachemire 'a righe' di Giuliana Fiocchetti

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Il cachemire 'a righe' di Giuliana Fiocchetti

Righe e colori, linee rette sfumate su cromatismi apparentemente spavaldi, temerari, intrepidi. Il rosso e il fucsia, il verde acido e il turchese, l'arancio e il rosa. Nasce da un'idea della giovane designer romana, Giuliana Fiocchetti, una nuova linea di pull, interamente realizzati in cachemire, in Italia, e ispirati ad un 'savoir vivre' di pacato edonismo. ''Nulla di esasperato nelle mie creazioni - ha raccontato all'Adnkronos- Giuliana Fiocchetti- Sulla carta disegno quello che mi piacerebbe indossare o acquistare. E' un universo che frequento da 15 anni. Diciamo... che mi dà molta soddisfazione. Un golf, poi, è qualcosa di perfetto su un jeans, su un pantalone, su una gonna. Un capo che fa sempre gola diversamente, per esempio, da un capospalla o da una camicia di seta''.

La riga lo rende regale, aristocratico, un capo che si differenzia e si riconosce. Un must, quasi un classico. ''Diverso dal 'pois' - ha raccontato ancora la designer - Un motivo spesso riprodotto nella moda, che ha le sue stagioni''. Una sfida e un nuovo percorso imprenditoriale, per Giuliana Fiocchetti, tutto al femminile, in quota 'rosa', dopo il divorzio dalla sua 'socia'. ''Un po' come accade nei matrimoni - ha confessato- quando non si va più d'accordo bisogna avere il coraggio di lasciarsi. E ricominciare. Ognuno sulla propria strada. Anche se continuo a credere nell'ingegno e nella creatività delle donne''.

E per questo inverno 40 capi firmati da Giuliana Fiocchetti, tutti realizzati in Umbria. ''Sarebbe più facile poter lavorare all'estero - ha aggiunto- Come fanno in molti. Produrre in Cina, Albania, in Tunisia o semplicemente a Prato nel distretto 'cinese'. Ma la differenza si vede. Amo la qualità, il 'ben fatto', il capo raffinato''. E per il futuro la designer, che confessa di sentirsi un po' figlia di Paul Klee e Folon, ha in progetto di firmare, magari, una nuova linee di sciarpe e borse. ''Mi piacerebbe - ha concluso- Ma il lavoro che svolgo in Umbria con i miei artigiani è un impegno lento e manuale. Ci vuole del tempo, non possiamo caricare le macchine più di tanto. Ecco perché ogni maglia si trasforma in un capo unico''.

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