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Bersani: "Rinnovamento ma senza risse". E lancia lo ius soli come prima norma del governo Pd

ultimo aggiornamento: 23 giugno, ore 19:06

Roma, 23 giu. (Adnkronos) - Alcuni temono che le primarie "possano diventare una rissa. Garantisco che finché ci sono io, non saranno mai una rissa". Nel giorno in cui Matteo Renzi lancia la sua sfida ai ‘vecchi’ del Pd dal palco degli amministratori rottamatori riuniti a Firenze per la ‘Big bang Italia’, il leader del Pd Pier Luigi Bersani rassicura l'assemblea dei circoli democratici. E ribadisce che le primarie si faranno se non altro per questioni di copyright, ironizza: "Se pure a destra pare che le vogliono fare, figuriamoci noi... ". Detto questo, il segretario spiega che le primarie saranno la fine di un percorso, non l'impegno del partito da domani mattina. "Non è che voi adesso dovete mettervi a organizzare le primarie, abbiamo altro da fare", chiarisce Bersani. E poi, avverte: "Queste primarie sono importanti" perché si parla del governo del Paese e noi "dobbiamo essere credibili per l'Italia". Quindi "nessuna tifoseria e nessuna faziosità. Anche perché ho sempre detto che anche io mi ritengo moderatamente bersaniano...".

"Noi faremo meccanismi di partecipazione per la scelta dei parlamentari, a prescindere dalla legge elettorale. Chiamiamole pure primarie. Ma noi dobbiamo avere gruppi parlamentari dove certe competenze vengano mantenute. Serve un nucleo per mandare avanti la baracca". Rinnovamento, dunque, ma 'salvaguardando' alcune esperienze. "Ci sono capacità cresciute nel Pd, c'è una generazione di amministratori locali, gente di qualità, che può e deve caricarsi delle nuove responsabilità del Pd nel governo del Paese ma - sottolinea Bersani - senza escludere ausilio dell'aiuto di qualche preziosa esperienza".

Quanto alla legge elettorale, Bersani è stato chiaro: "Dobbiamo sapere che non avremo la legge elettorale che piace a noi". "Stiamo battendo la testa al muro per avere il doppio turno, che non è neanche il più favorevole per noi ma sistemerebbe al meglio tutto. Ma la destra non vuole. Quindi - aggiunge il segretario del Pd - dobbiamo trovare altre chiavi, perché per noi il punto principale è che in qualche misura il cittadino riprenda in mano le decisioni".

Il segretario si è soffermato anche sull'azione del governo Monti ammettendo che ''alcune cose sono difficili da digerire". "Ci sono luci e ombre, e sulle ombre siamo pronti a prenderci i nostri impegni per il futuro'', assicura Bersani ribadendo che, in ogni modo, i democratici non verranno meno alla parola data a novembre, quando si è insediato il governo tecnico. "Noi continueremo a sostenerlo".

Quindi uno sguardo al futuro. "Propongo di chiudere l'assemblea - dice il leader Pd - con l'impegno: la prima norma del nuovo governo di alternativa è che tutti i bambini che oggi non sono né immigrati né italiani saranno italiani".

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