Lega lancia la guerra contro l'Imu. Maroni: "Pdl tolga spina a Monti"

ultimo aggiornamento: 17 giugno, ore 17:43
Verona, 17 gen. - (Adnkronos/Ign) - "Oggi inizia una guerra istituzionale contro il governo". Lo ha annunciato Roberto Maroni oggi dal palco del 'No Imu day' in piazza dei Signori a Verona spiegando che oggi "e' la protesta dei sindaci, dei cittadini, degli amministratori contro una tassa ingiusta ed e' una protesta che si manifesta attraverso azioni concrete ma non finisce oggi con l'Imu: oggi e' un giorno simbolico perche' domani si paga l'Imu ma la protesta continuera' diventera' piu' forte in autunno, i nostri sindaci violeranno il patto di stabilita': questa e' l'azione che noi faremo per contestare il patto di stabilita' che penalizza i sindaci del nord, i sindaci della Padania".
"Oggi comincia un'azione di protesta concreta istituzionale, di guerra istituzionale contro il governo -ha annunciato Maroni- per denunciare le malefatte di un governo che tassa i cittadini, che spreme i cittadini del nord per rifinanziare la Salerno-Reggio Calabria".
Il triumviro del Carroccio ha attaccato il governo Monti su tutti i fronti e ha lanciato un appello al Pdl. "Il decreto sviluppo parla di 80 miliardi, ma sono 80 miliardi di balle, l'unica cosa che c'e' e' ancora una volta il completamento della Salerno-Reggio Calabria, guarda caso, della serie, se le novita' sono queste... Alfano dice che e' contrario, bene, voti contro il governo, tolga la spina al governo e poi ricominciamo a parlare".
"Sono tutti da licenziare, a cominicare dalla Fornero. Noi vogliamo licenziare questo governo, non abbiamo paura delle elezioni anticipate, perche' il popolo ha la sovranita', e ha sempre ragione" ha aggiunto Maroni. "Questo e' un governo abusivo che combina disatri e che sta saccheggiano il Nord, e mette sul lastrico 300mila famiglie, gli esodati, e si occupa solo della Salerno-Reggio Calabria -ha spiegato- questo e' un governo che va mandato a casa subito. Io faccio un appello a tutti i parlamentari degli altri partiti del Nord perche' assieme a noi combattano questo governo delle balle e del disastro sociale".
In merito a un possibile invito a non pagare l'Imu, il sindaco leghista di Verona, Tosi, e' però prudente, dal momento che ''non pagarla si scarica sul cittadino, perche' il rapporto e' Stato-cittadino. Se potessi prendermela io la responsabilita' lo farei, ma poi lo Stato va a prendersela con chi non la paga... Il dramma e' che sono tanti gia' adesso che non riescono a pagare la prima rata, vedremo alla fine dell'anno cosa succede, questo sara' drammatico. L'invito all'obiezione fiscale lo fai se dai anche gli strumenti di difesa: mandare allo sbaraglio la gente e' scorretto''.
Il sindaco di Verona alla testa di una delegazione dei primi cittadini dei comuni delle regioni del Nord si e' recato in prefettura per riconsegnare le fasce tricolori da primo cittadino in segno di protesta contro l'Imu. Tra le altre iniziative di protesta previste e presentate dai primi cittadini della Lega vi e' anche la mancata approvazione dei bilanci, come protesta contro il patto di stabilita' e per chiederne la revisione.
In piazza a Verona e' arrivato, quasi a sorpresa, anche Umberto Bossi, in camicia verde, applaudito dai presenti. "E' stato troppo facile far cadere Berlusconi, bisognava impedirgli di andare via" ha detto il Senatur acclamato dal popolo del Carroccio. "Quando siamo andati via noi molte cose erano a posto, e se fossimo rimasti noi sicuramente non avremmo fatto la riforma delle pensioni e non avremmo toccato la casa", ha sottolineato il Senatur tra gli applausi del migliaio di leghisti presenti in piazza.
E ancora secondo Bossi "Berlusconi doveva dire di no al governo dei professori, no al governo Monti, invece ha detto di si' al presidente della Repubblica: questa e' la sua grande responsbilita'. La Costituzione non dice che il presidente della Repubblica puo' cambiare il governo in carica".
E dal palco di piazza dei Signori a Verona per il 'No Imu day' Umberto Bossi e' tornato anche sulle vicende interne della Lega: "La Costituzione non prevede che lo Stato attacchi un partito prima delle elezioni. Ma, alla fine vera' fuori tutta la verita' perche' tutto quello che e' stato detto e' falso ed e' la dimostrazione che questo e' uno Stato centralista, colonialista, che porta via i soldi alla gente. Monti non fa altro che certificare che lo Stato italiano e' uno Stato centralista, colonialista" ha attaccato il Senatur tra gli applausi del popolo del Carroccio.
E Bossi ha quindi annunciato:"Io sulla mia camicia scrivero' 'Io mi ricordo', che e' il motto degli indipendentisti canadesi del Quebec". "Napolitano, Monti, noi tutti ci ricorderemo di voi -ha ammonito il Senatur- ci ricorderemo delle vostre malefatte, perche' non passa tutto, non passa piu' niente, chi colonizza il nord verra' ricordato e la storia non finisce qui: il giorno verra' e si avvicina. Loro dicono 'tanto la secessione non la fanno', e' un grave errore -ha ammonito il Senatur- perche' ci metteremo tutti in strada, io per primo, davanti a tuttia fare la secessione. 'Padania libera'" ha gridato dal palco il Senatur, a cui hanno risposto i leghisti presenti in piazza: 'Padania libera'.
Il presidente della Lega nord infine ha rassicurato anche sul dibattito interno al movimento: "Non preoccupatevi dicono che ci stiamo 'ammazzando' ma non e' cosi', troveremo l'accordo la Lega deve vivere, deve andare fino in fondo".