Lusi: non patteggio, mi fido dei magistrati. La verità prima o poi verrà a galla

ultimo aggiornamento: 17 giugno, ore 18:58
Roma, 17 giu. (Adnkronos/Ign) - "Non dovrebbero autorizzare il mio arresto perché non ci sono gli elementi relativi al pericolo di fuga, all'inquinamento delle prove, alla reiterazione del reato o di reati della stessa specie". Lo afferma l'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, ospite su SkyTg24 de 'L'Intervista' di Maria Latella.
"Mi fido completamente della magistratura italiana - sottolinea - sono sicuro che la verità prima o poi verrà a galla. Se vado in carcere e mia moglie è ancora ingiustamente agli arresti domiciliari io sono preoccupato per mia moglie e per i miei figli. Vorrei essere utile al Paese durante i mesi di carcerazione preventiva che ritengo ingiustificata, ho già un'idea chiara su questo, se la dicessi oggi sono sicuro che ci farebbero pubblicità negativa, me la terrò per me e la dirò solo ai magistrati".
Lusi non patteggerà. "Non credo che ci sarà un patteggiamento, perché io devo recuperare una dignità personale di fronte alla mia famiglia innanzitutto, a mia moglie e ai miei figli e di fronte al Paese. Voglio un dibattimento e andrò ad un dibattimento - mette in chiaro - non patteggerò assolutamente".
Riguardo alla frase che gli fu attribuita, "se parlo io salta tutto il centrosinistra", Lusi dice che è ''una frase che non avrei mai detto pubblicamente, questo conferma che quello era un colloquio riservato e rubato, è una frase che viene fuori da uno stato d'animo abbastanza appesantito, è un po' eccessiva, non credo che il futuro del centrosinistra dipenda da me".
Per l'ex tesoriere ''la restituzione degli immobili che è stata negata dai responsabili della Margherita qualcosa fa pensare. Se dicono che vogliono restituire i soldi però non accettano quello che chiamano il maltolto, gli immobili, qualcosa non quadra". "Dal 3 aprile - aggiunge - aspettiamo che qualcuno vada a firmare dal notaio, altrimenti il maltolto non può essere restituito. Penso che non ci vanno perché altrimenti temono che si smonti questa vicenda, perché una volta che viene restituito il cosiddetto maltolto, questa vicenda assume un contorno assolutamente diverso rispetto a quello che è stato detto agli italiani".
"Per undici anni - spiega Lusi - ho gestito 214 milioni di euro, all'inizio di gennaio ho lasciato in cassa più di 20 milioni di euro, e non 13 o 14 come sto leggendo da due giorni sui giornali. Ne ho gestiti quindi 194: questi 194, al di là delle lenzuolate che ho visto sbandierare da foto di giornali, sono stati spesi o per attività politica o, negli ultimi anni, dal 2007 al 2011, per attività di cui non conosco la portata esatta, ma che mi è stato detto di approvare e autorizzare perché quello stava all'interno di un patto fiduciario".
"Io - aggiunge - ho applicato nei fatti un patto fiduciario che era presente, che è stato negato da Rutelli, Bocci e Bianco che sono i tre reggenti della Margherita. Non c'è una spesa che io abbia sostenuto dal 3 agosto 2001 al 17 gennaio 2012 che abbia un mandato scritto, a parte una transazione di 25 milioni di euro sottoscritta nel giugno 2003 che stornava ai quattro partiti originari della Margherita quella somma. Il tesoriere è uno che esegue degli ordini verbali. Tutte le spese sono state tracciate, c'era un collegio dei revisori dei conti, tre persone espressione di tutte le parti politiche della Margherita, c'era un comitato tesoreria che controllava tutto".
"I conti della Margherita - ribadisce Lusi - erano visti da tre soggetti diversi: i revisori dei Conti, il comitato di Tesoreria e da un organo della Camera dei deputati. E' un po' difficile che abbia truccato i conti per undici anni. Perché sono contrari alla mia richiesta di svelare tutti i conti della Margherita? Perché fare un'assemblea federale che approva un bilancio a porte chiuse? Perché inibirmi la partecipazione sospendendomi il giorno prima?".
Ma per gli avvocati Titta Madia e Alessandro Diddi, legali della Margherita, ''nonostante che ormai da mesi diversi giudici si stiano interessando delle malefatte del senatore Lusi, nei confronti del quale la prossima settimana l'Aula del Senato dovrà esprimersi sul suo arresto, e non siano riusciti a trovare il benché minino riscontro alle sue parole, l'ex tesoriere della Margherita continua nel suo pervicace tentativo di inquinamento della realtà''.
''Le ultime esternazioni del senatore Lusi - aggiungono - non hanno bisogno di essere commentate. Il senatore Lusi vorrebbe far credere di aver agito nell'interesse della Margherita e di aver eseguito un mandato alla luce del sole ma, evidentemente, egli dimentica che proprio nei mesi scorsi quella stessa autorità giudiziaria nella quale dice di avere fiducia gli ha sequestrato alcuni appartamenti, due ville, oltre che due milioni di euro, e che tale ingente patrimonio era nella sua esclusiva disponibilità, intestato a soggetti rispondenti solo alla sua persona e senza che nessuno avesse la benché minima consapevolezza di queste sue disponibilità''.
''Il senatore Lusi - proseguono i due legali - vorrebbe accreditare l'idea che qualcuno all'interno della Margherita avrebbe accettato alcune operazioni finanziarie sulla base di un accordo verbale ma, ancora una volta, egli dimentica di dire che le risultanze delle indagini della magistratura hanno consentito di evidenziare che nulla di quanto da lui posto in essere è avvenuto alla luce del sole e che le scritture contabili erano state abilmente truccate proprio per non consentire agli organi di controllo di avvedersi delle appropriazioni''.
''Il senatore Lusi - dicono ancora gli avvocati Madia e Diddi - insinua che i conti della Margherita sono segreti ma, ancora una volta, egli dimentica di dire che quei conti, essendo stati resi noti nella loro interezza ai magistrati fin dal giorno seguente la scoperta delle ruberie da lui messe in atto, gli sono stati messi a disposizione, come vuole la legge, dal Tribunale della Libertà davanti al quale ha, invano, svolto le sue difese''.
''Si resta basiti al cospetto della dichiarazione secondo la quale Lusi avrebbe offerto invano la restituzione del maltolto e che questo non sarebbe stato accettato. Ancora una volta Lusi dimentica che da quando egli ha ventilato l'ipotesi di restituire all'associazione il patrimonio, composto di quote di società anche straniere, la Margherita gli ha immediatamente risposto di mettere a disposizione di tecnici indipendenti le scritture contabili di quelle società onde verificare la bontà e la consistenza di quanto offerto in restituzione. Orbene, da allora, le buone intenzioni del senatore Lusi si sono immediatamente fermate''.
"Dice Lusi che egli andrà a difendersi nel processo e che non ci sarà un patteggiamento. Francamente - concludono i legali della Margherita - è quello che tutti noi auspichiamo perché finalmente il senatore Lusi troverà un vero contraddittorio che saprà fargli ricordare quello che nelle comode dichiarazioni televisive, evidentemente, egli dimentica''.