Il buono pasto piace ai dipendenti, utilizzato nel 2012 da 2,3 mln di italiani

ultimo aggiornamento: 13 giugno, ore 10:57
Roma, 13 giu. - (Adnkronos) - Il buono pasto piace ai dipendenti e stimola il consumo. Lo rileva lo studio ''I buoni pasto in Italia: effetti economici, impatti sociali e proposte per una riforma del settore'' realizzato dalla Bocconi in collaborazione con Sodexo Motivation Solutions e Day Ristoservice Servizio Buoni Pasto secondo cui l'aumento dell'esenzione a 8 euro e l'introduzione della card genererebbe un aumento del 3,24% del potere d'acquisto per oltre 2,3 milioni di lavoratori italiani che ad oggi utilizzano i buoni pasto.
Il mercato dei buoni pasto rappresenta un aspetto cruciale in tema di welfare aziendale. Lo studio, infatti, dimostra che il buono pasto è un effettivo sostegno alle famiglie dei lavoratori. Secondo le stime oltre 2,3 milioni di dipendenti italiani (di cui il 36% dipendenti pubblici) utilizzeranno buoni pasto nel 2012 per un valore facciale complessivo di circa 3,4 miliardi di euro. Nel 2009, infatti, il valore stabile del buono pasto è anche riuscito ad ammortizzare gli effetti della crisi, garantendo al lavoratore (su un buono pasto da 5,29) un potere d'acquisto superiore del 1,71%.
Lo studio dedica una prima sezione alla stima di tutti gli impatti economici (consumi, crescita, reddito alle famiglie) e fiscali del sistema dei buoni pasto come è oggi, ovvero valuta gli impatti negativi sull'economia che deriverebbero da una cancellazione del buono pasto con relativo impoverimento del reddito delle famiglie e dei consumi. Infatti, rispetto alla moneta, il buono pasto stimola il consumo da parte dei dipendenti beneficiari e obbliga ad una fatturazione finale per ottenere il pagamento del suo valore da parte della società emettitrice; questo permette di garantire 306 milioni di euro di Pil e 438 milioni di euro di risorse fiscali per l'Erario all'anno (stima per il 2013).
Dall'analisi degli effetti sulla crescita, sui consumi e sul reddito, Day Ristoservice Servizio Buoni Pasto e Sodexo Motivation Solutions hanno elaborato alcune proposte di modifica. Le proposte analizzate riguardano l'aggiornamento del valore esentasse, l'introduzione dei buoni pasto in formato elettronico, nonchè un nuovo modello fiscale ispirato a quello francese e in linea con la bozza della direttiva europea sui voucher.
L'aumento del valore esentasse, fermo dal 1997, è stato valutato e proposto in relazione all'aumento dei costi dei beni alimentari, i quali raggiungeranno nel 2013 un'inflazione di quasi il 50% rispetto al 1997, crescita che giustifica un aumento dell'esenzione da 5,29 a 8 euro.
Tale misura, se accompagnata da un analogo aumento del valore facciale medio del buono, genererebbe un aumento del 3,24% del potere d'acquisto del lavoratore ed una crescita del Pil tra i 93 e i 291 milioni di euro. Seconda proposta di riforma riguarda l'introduzione del buono pasto elettronico, in grado di garantire tracciabilità, efficienza gestionale e controllo delle anomalie d'utilizzo dei buoni da parte degli attori della filiera.