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Pais del Cinema: gli anni d’oro del cinema italiano nelle immagini di un grande fotografo

Gennaio 2015 – COPYRIGHT ADNKRONOS

'Pais del Cinema' è il gioco di parole che dà il titolo al racconto fotografico di Rodrigo Pais del Paese del cinema che fu l'Italia dal 1960 al 1970. A partire dall'anno in cui Federico Fellini vince la Palma d’oro al festival di Cannes con 'La dolce vita' e Michelangelo Antonioni il Premio della Giuria con 'L’avventura', la produzione cinematografica di quel decennio costituisce un insieme complesso e di grande interesse, che non solo riflette nelle sue immagini la società del tempo, ma talora contribuisce ad anticipare i cambiamenti, modificando mentalità, morale e memoria collettiva.

La mostra, visibile al Museo di Roma in Trastevere fino all'8 marzo - a cura di Guido Gambetta e Salvatore Mirabella - documenta molto bene questa fortunata epoca del cinema con le immagini del grande fotoreporter e fotografo morto nel 2007. In esposizione i film fotografati, molti tra i quali hanno lasciato un’indelebile traccia nella storia del nostro cinema, come 'Il sorpasso' di Dino Risi, 'La ragazza di Bube' di Luigi Comencini, 'La noia' di Damiano Damiani, 'L’eclisse' di Michelangelo Antonioni, 'Mamma Roma' di Pier Paolo Pasolini. Film che mostrano una trama diversa da quella proiettata nelle sale cinematografiche, fatta di ciak, momenti di riposo, truccatori al lavoro, parenti dei protagonisti, spettatori curiosi. Sono momenti che il regista ha eliminato o ridotto a brevi scene e che il fotografo invece ha replicato scattando decine di fotografie.

Lo spunto offerto dalle straordinarie fotografie di Rodrigo Pais ha reso possibile delineare un percorso nel cinema italiano in un periodo di crescita della società e dell’industria cinematografica, che offre allo stesso tempo molti altri motivi di riflessione. Insieme ai film, in mostra anche i fatti di cronaca che li hanno ispirati come 'Scusi lei è favorevole o contrario?', 'Il giovedì' e 'Menage all’italiana', sull’argomento divorzio, 'Il sicario' e 'A… come assassino' sul famoso processo penale Ghiani - Fenaroli che appassionò l’opinione pubblica dell’epoca, Il boom sul grande tema del miracolo economico a cavallo tra anni ’50 e ’60.

Dimostrano ancor meglio la completezza artistica del fotografo Pais, altre sezioni dedicate a Cinema e Letteratura, con testimonianze sul “Premio Strega” e sui problemi tra film e censura, e ai ritratti di attrici, attori e registi. Completa la mostra una scelta di locandine, fotobuste e manifesti originali dei film presentati. Vi è inoltre una sezione interamente dedicata a Virna Lisi.

Rodrigo Pais nacque a Roma il 28 settembre 1930. Iniziò fin da giovanissimo a fare i lavori più disparati: sciuscià, cappellaio, garzone di barbiere. Nel 1946 iniziò a lavorare come stampatore nel laboratorio fotografico Binazzi e Lombardini. Dopo anni di gavetta, la passione per la fotografia e la politica lo portarono nel 1950 a diventare fotoreporter per il settimanale Vie Nuove. Dal 1954 iniziò la collaborazione come fotoreporter di primo piano con L’Unità (per cui lavorò dal giugno 1977 al febbraio 1983) e Paese Sera. Collaborò anche con altri quotidiani fra i quali il Corriere della Sera, il Corriere d’informazione e La Stampa. Con Giorgio Sartarelli fondò l’Agenzia Pais e Sartarelli che fino al 1972, anno dello scioglimento, è stata una delle più note e apprezzate sia in Italia che all’estero. La sua attività professionale di fotoreporter durò più di cinquant’anni e si concluse nel 1998. Morì a Roma il 9 marzo 2007. Fotografo fra i migliori del dopoguerra, ci ha lasciato un archivio di quasi 400.000 fotografie fra stampe e negativi in bianco e nero e a colori che lui stesso ha catalogato secondo il doppio criterio cronologico e per argomenti.

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