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Dalle allergie al 'jet lag familiare'. Ecco il lato oscuro del Natale

La scienza analizza l'altra faccia della medaglia, c'è chi elegge il 25 dicembre a 'giorno più tossico dell'anno'

SALUTE
Dalle allergie al 'jet lag familiare'. Ecco il lato oscuro del Natale

(Fotogramma)

'Intossicati' dai fumi di arrosti, petardi e caminetti, talmente densi da competere con una strada londinese nell'ora di punta; allergici a cibi e fragranze decembrine, ma anche a insidie nascoste nell'albero illuminato a festa. Ancora, sfiancati dall'effetto 'jet lag' scatenato da una convivenza familiare forzata. O al contrario tristi e soli, condizione in cui rischiano di trovarsi, a sorpresa, più i 'millennial' che i nonni. E' il lato oscuro del Natale, risvolto della medaglia felice. Malesseri di cui si parla poco, ma a quanto pare anche le Feste caratterizzate dalle atmosfere più magiche non sono esenti da effetti collaterali, descritti da più esperti su più fronti.

LO SMOG NATALIZIO. Uno scienziato inglese, per esempio, è arrivato a battezzare il 25 dicembre come "il giorno più tossico dell'anno". Esperto di inquinamento indoor, Ian Colbeck dell'University of Essex, ha messo in guardia dalle sostanze chimiche volatili rilasciate più facilmente in questi giorni dell'anno in alcuni contesti tipicamente natalizi, con le cucine che vanno 'a tutto gas', le candele profumate e i caminetti accesi per ore, il tutto in locali rigorosamente chiusi per ripararsi dal freddo invernale.

Il risultato è che i convitati potrebbero respirare un maggior numero di particelle nocive. Esattamente come se sostassero sul ciglio di una strada trafficata di Londra per circa 4 ore di fila. L'aerosol che li aspetta in casa è simile secondo Colbeck, che affronta l'argomento in un servizio sul 'Daily Mail' online e avverte le famiglie riunite di aprire le finestre e far circolare l'aria, o meglio ancora di staccare dai tour de force casalinghi con una passeggiata fuori al fresco.

Si parla di polveri sottili , particelle di dimensioni inferiori a 100 nanometri che possono arrivare in profondità nel sistema respiratorio e che possono essere emesse per esempio dalle stufe elettriche, come dimostrano alcuni studi. Mentre i forni a gas sono una delle principali fonti di biossido di azoto, osserva l'esperto. Anche i botti sono un rischio, per i metalli liberati dai pigmenti di colore e la fuliggine che creano. Lo 'smog natalizio' può essere dannoso per la salute, conclude Colbeck: "Se si è asmatici si rischia di restare senza fiato, e in generale questo tipo di inquinamento potrebbe anche aumentare il rischio di malattie cardiovascolari".

L'ALLERGIA ALLE FESTE. Altri esperti, citati dal 'Mirror', contribuiscono a tracciare diverse sfaccettature di quella che si potrebbe definire l''allergia al Natale'. La prima è la 'sindrome dell'albero di Natale': l'ha descritta un team di scienziati dell'Upstate Medical University di New York, che ha scoperto come questo simbolo festivo apparentemente innocuo possa in realtà ospitare muffe - ne hanno identificati circa 53 tipi - e polline di altri alberi. E sono proprio questi 2 'ingredienti' nascosti che scatenano reazioni allergiche in molte persone. Lo stesso succede con i piatti festivi, le tartine e altre delizie che campeggiano sulle tavole di tutto il mondo. Un'insidia per gli ospiti che soffrono di gravi allergie alimentari, per il rischio di un'esposizione accidentale alla causa scatenante del loro disturbo. In questi casi, meglio diffidare dal buffet.

Nell'elenco finisce poi l'allergia alla polvere che si è accumulata per un intero anno sulle decorazioni natalizie che dopo poche settimane di gloria finiscono chiuse in cantine e soffitte. Anche gli odori del Natale possono diventare tossici. C'è chi usa vaporizzare fragranze 'sintetiche' per ricreare l'atmosfera giusta con suggestioni olfattive. Peccato che il rischio è che queste sostanze siano irritanti per occhi e polmoni, avvertono gli esperti.

IL JET LAG FAMILIARE. Un altro duro colpo può arrivare da un nemico interno: è il 'jet lag da famiglia'. C'è chi vive male il fatto di essere costretto a subire ore di cucina e chiacchiere festive, confinato gomito a gomito con lontani parenti mai visti neanche una volta in tutto l'anno. Un quadretto al quale si aggiunge il carico di viaggi sfiancanti che spesso si devono affrontare per raggiungere i parenti per le feste. L'effetto jet lag si avverte al ritorno dalle vacanze: si rischia di restare esausti per giorni e di trovare difficile focalizzarsi e tornare alla propria routine. Proprio come dopo un volo intercontinentale.

Lo psicologo clinico Adam Fried, di base a Scottsdale (Usa), citato dal 'New York Times', mette in evidenza proprio la connessione fra stress emotivo ed esaurimento fisico. "Molte volte - osserva - non si riesce a realizzare il livello di ansia accumulata, e le conseguenze che ne possono derivare come l'estrema fatica, finché l'evento non è passato".

LA SOLITUDINE DEI MILLENNIAL. A chi non sopporta la troppa compagnia fa da contraltare il rischio solitudine, accentuato per alcune categorie in particolare. Una nuova ricerca, riportata dall''Independent', rivela che un dato inaspettato: i 'millennial' possono finire più facilmente stretti nella morsa di isolamento, stress e ansia durante quello che si suppone essere uno dei momenti più felici dell'anno. Secondo un recente sondaggio condotto da Mind, una charity che si occupa di salute mentale, una persona su 10 nella fascia d'età compresa fra 25 e 34 anni dichiara di non avere nessuno con cui trascorrere il Natale. Una percentuale che arriva a superare quella degli anziani soli, uno su 20 sempre secondo la survey.

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