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"Senza vaccini in pericolo i più deboli", parla il direttore dell'Ema

SALUTE
Senza vaccini in pericolo i più deboli, parla il direttore dell'Ema

Guido Rasi, direttore esecutivo dell'Ema, l'Agnezia del farmaco europea (Fotogramma)

"L'Italia non è messa peggio di altri Paesi europei. Certo, sta subendo l'ondata di terrore sui vaccini e questo indebolisce l'effetto gregge, quello per cui se si vaccinano in tanti proteggi i più deboli". A rassicurare i cittadini italiani dopo le recenti polemiche sui vaccini - ultimo caso quello di Report che ha sollevato un polverone conducendo una criticatissima inchiesta sul siero contro l'infezione da Hpv - è Guido Rasi, immunologo, professore di Microbiologia all'Università di Tor Vergata e direttore esecutivo dell'Ema, l'Agenzia europea per il farmaco, intervistato stamane dal Corriere della Sera.

Alle tante polemiche sull'efficacia e il controllo delle segnalazioni sulle reazioni avverse, Rasi risponde sottolineando la solidità dei meccanismi del sistema europeo di controllo dei farmaci: "[...] Voglio rassicurare i 500 milioni di europei che prendono più di un miliardo di dosi di farmaci al giorno. Quello europeo è il sistema più robusto al mondo. [...] Ogni giorno riceviamo 3 mila segnalazioni, 100 mila al mese, circa un milione l'anno. E non ci sono solo quelle delle case farmaceutiche o degli operatori sanitari ma anche quelle dei pazienti[...] Nel 2016 sono state 47.238 e dal 2012 raddoppiano ogni anno. Basta andare sul sito".

E alla domanda del Corsera su come si possano valutare i risultati effettivi dei controlli, Rasi replica: "Nel 1960 il blocco della talidomide ha richiesto 200 mila episodi per essere messo in relazione alle malformazioni nelle nascite. Nel 2008 abbiamo sospeso il farmaco Tysabri con soli tre casi. Questo è il sistema che abbiamo, non scherziamo. Però sono d'accordo sul fare altri studi: a me va benissimo, se pagati dal pubblico. Ma bisogna stare attenti a chi li fa. Noi possiamo comminare sanzioni alla casa farmaceutica che non segue le indicazioni di uno studio di tossicità che abbiamo imposto. Abbiamo casi alla Corte di giustizia europea". Quali? "Non posso fare i nomi. Ma il senso è che l'indipendenza di chi fa gli studi è tutta da verificare: mi trovi un'università che non ha finanziamenti dalle società. È molto più robusta la nostra richiesta di studi: solo nel 2016 ne abbiamo imposti 10. Dal 2012 abbiamo ottenuto 739 modificazioni delle indicazioni sui farmaci".

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