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Cure termali per combattere l'Alzheimer

SALUTE
Cure termali per combattere l'Alzheimer

(Fotogramma)

Le cure termali potrebbero rivelarsi uno strumento utile anche contro patologie complesse degli anziani, come l'Alzheimer, secondo le evidenze dei primi dati sperimentali. Oppure un'inattesa arma di prevenzione per malattie diffuse e invalidanti, come l'osteoporosi. Sono queste infatti le nuove frontiere a cui lavora la Fondazione per la ricerca scientifica termale (Forst), una costola di Federterme, nata per promuovere studi di medicina termale basati sull'evidenza e che oggi ha presentato a Ischia, nel corso dell'Assemblea annuale degli imprenditori termali, il quadro dei progetti in corso.

"La Fondazione - ha spiegato Marco Vitale, direttore scientifico Forst - promuove progetti di ricerca secondo gli standard scientifici internazionali, con l'obiettivo di colmare il gap di conoscenza 'basata sull’evidenza' di cui oggi è gravata la medicina termale rispetto ad altri settori medici. Noi lavoriamo su due fronti: l'avanzamento della conoscenza sperimentale e il consolidamento dei dati su patologie per le quali da molto tempo l'efficacia del termalismo è già nota, principalmente su base empirica. Del primo fronte fanno parte in particolare i lavori su malattia di Alzheimer e osteoporosi". Per quanto riguarda l’Alzheimer "gruppi di ricerca italiani hanno dimostrato che i solfuri contenuti nell'acqua termale sono in grado di ritardare la progressione della patologia. E questo è stato dimostrato con studi in vitro e in vivo sull'animale. Non è stato avviato, invece, ancora nessuno studio sull'uomo, ma la frontiera della medicina traslazionale nel settore è questa".

Sull'osteoporosi "i solfuri risultano in grado - continua Vitale - di agire positivamente sulle cellule dell’osso e, soprattutto nelle donne, sono in grado di ritardare o contrastare potenzialmente questo problema fisiologico". Sul fronte del consolidamento dei dati esistenti Vitale cita "gli effetti di specifiche acque termali nella fisiopatologia e nella patogenesi cellulare e molecolare di malattie dermatologiche come la psoriasi e nelle malattie respiratorie. Ma anche nell'ambito dell’otorinolaringoiatria e della reumatologia, settori in cui molte patologie di origine infiammatorie beneficiano particolarmente di acque termali (sotto forma di fanghi o inalazioni) con specificità ioniche".

L'importanza della Fondazione e delle sue ricerche è stata sottolineata anche dal presidente di Federterme Costanzo Jannotti Pecci, nella sua relazione all’Assemblea. "La Fondazione - ha detto Jannotti Pecci - rappresenta uno dei pilastri del sistema termale, avendo egregiamente svolto fino ad ora il suo ruolo di validare e diffondere le conoscenze in materia di efficacia della terapia termale presso la comunità medico-scientifica nazionale e internazionale. Sulla base di queste premesse ritengo opportuno che il consiglio di amministrazione della fondazione, nella sua prossima riunione deliberi il raddoppio delle risorse previste per il bando in corso, considerato l’elevato numero di progetti pervenuti, oltre 27, tutti di alto livello qualitativo".

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