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'Il design aiuta a guarire', la nuova sfida di Adi e Airc per i creativi

SALUTE
'Il design aiuta a guarire', la nuova sfida di Adi e Airc per i creativi

Dopo 'Love Design' a sostegno della ricerca oncologica, dal sodalizio Adi-Airc nasce un concorso biennale per i progettisti (foto Fotogramma)

Può il design aiutare a guarire? Sicuramente può migliorare il rapporto del malato con l'ambiente di cura. E' quello che si propone il nuovo concorso biennale nato dal sodalizio di Adi (Associazione per il disegno industriale) e Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) Lombardia. Una chiamata all'azione rivolta ai progettisti perché mettano la loro creatività al servizio dei pazienti e delle loro famiglie. Il concorso è stato battezzato 'Il design aiuta a guarire' e si alternerà con l'ormai tradizionale appuntamento biennale di 'Love Design', evento solidale 'alimentato' dagli oggetti donati dalle aziende del design italiano per contribuire a finanziare la ricerca sul cancro.

La prima edizione della nuova iniziativa - che si terrà quindi nel 2018, mentre Love Design tornerà nel 2019 - è stata annunciata oggi a Milano, in occasione di un incontro promosso per rendere noti i risultati di Love Design 2017 e presentare ufficialmente i tre ricercatori under 30 che verranno sostenuti per tre anni con i fondi raccolti. "Adi - spiega il vicepresidente Umberto Cabini - punta così ad ampliare e dare continuità al rapporto tra il mondo del design e il sostegno di Airc alla ricerca. E' il nostro contributo alle nuove generazioni".

La missione proposta a chi si candida al concorso è quella di progettare prodotti, sistemi di prodotto, servizi utili in questo campo. Un altro ponte gettato tra due mondi apparentemente distanti, eppure così vicini. "Sia il design che la ricerca richiedono di essere originali e innovativi. Ed entrambi mettono la persona al centro", spiega Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico di Airc.

Ed entrambi i settori, ciascuno con le proprie competenze, possono fare la differenza per i malati. I progettisti potranno contribuire ora ideando sedute, tavoli, vassoi, letti, lettighe, carrelli per i pasti e carrelli per i farmaci, armadi e comodini per le stanze dei degenti e per i locali di servizio, soluzioni d'arredamento delle sale d'attesa degli ambulatori e degli spazi comuni ospedalieri. Ma anche sistemi per la diagnostica, in loco e in remoto, apparecchi per sistemi illuminanti, scaffalature e divisioni modulari per ambienti medici e laboratori di analisi. Questo il senso del concorso ed è lunga la lista dei progetti possibili "per facilitare la ricerca clinica e traslazionale".

Il termine per la consegna degli elaborati è fissato al 30 giugno 2018, la premiazione avrà luogo in autunno. Possono partecipare tutti i progettisti, spiegano i promotori, senza obbligo di iscrizione a Ordini professionali o associazioni di categoria.

"Il design - si legge in un messaggio del presidente Adi Luciano Galimberti - non è solo creatività, conoscenza della tecnologia e consapevolezza del mercato. E' innanzitutto una semplice questione etica: il design deve migliorare la vita. Tanto più quella di chi vive un periodo particolarmente difficile come quello della malattia e della sua terapia. Per questo abbiamo voluto creare uno strumento con cui il mondo del design possa contribuire consapevolmente a vivere in modo più facile questi momenti. Crediamo fermamente che i designer non debbano solo professare l'etica, ma realizzarla concretamente".

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