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Estate: 36% pediatri non sa definire fototipo pelle

Indagine, l'85% consiglia creme ma non fornisce altre info

FARMACEUTICA

San Pietroburgo, 5 giu. (Adnkronos Salute) - Canicola e bagni di sole alle porte, ma quando si tratta di dare indicazioni approfondite sull'esposizione ai raggi solari dei bambini, non tutti i pediatri 'brillano' in precisione. Il 36% infatti non sa definire nel dettaglio cosa significhi 'fototipo' cutaneo. E se l'85% consiglia correttamente l'uso delle creme per contrastare gli effetti negativi dei raggi ultravioletti, in molti casi a questo non si abbinano informazioni essenziali e 'complementari' come l'uso di cappello, occhiali da sole e maglietta. E' quanto emerge da un'indagine effettuata su 538 pediatri presentata all'International Pediatric Workshop in corso a San Pietroburgo.

"Abbiamo voluto verificare quale fosse la conoscenza dei pediatri su questi temi così importanti - spiega Giuseppe Ruggiero, pediatra e coordinatore scientifico nazionale Paidoss (Osservatorio nazionale sull'infanzia e l'adolescenza) e della Simpe (Società italiana medicina pediatrica) - e abbiamo scoperto che, se nella maggioranza dei casi i nostri colleghi forniscono consigli sull'utilizzo dei filtri solari, spesso non uniscono queste indicazioni a quelle relative all'importanza dell'uso dell'abbigliamento adatto in spiaggia, ad esempio indumenti di colore scuro e a tessuto a trama fitta che non lasciano filtrare i raggi ultravioletti, occhiali da sole e un cappello a falde larghe per coprire le spalle. Consigliare poi semplicemente uno schermo solare non basta, bisogna anche indicare con che frequenza e in quale quantità applicarlo: i filtri resistenti all'acqua, dopo il primo bagnetto perdono comunque la meta' della loro efficacia e bisogna riapplicarli spesso, e vanno spalmati almeno 2 microgrammi di crema per ogni centimetro di pelle". (segue)

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